domenica, 21 settembre 2014

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14 giugno 2012

Imu: suddivisione dell’imposta tra Comune e Stato

Casi risolti

Per la seconda casa la tassa si può pagare in due rate (giugno e dicembre). La somma deve essere divisa tra Comune e Stato. I codici della tassa rispettivamente per Comune e Stato sono noti, ma che percentuale spetta al Comune e che percentuale spetta allo Stato?

Il gettito IMU non è interamente di competenza del Comune, in quanto è prevista una compartecipazione dello Stato relativamente a una determinata quota.
Il comma 11 del citato art. 13 dispone infatti che “è riservata allo Stato la quota di imposta pari alla metà dell’importo calcolato applicando alla base imponibile di tutti gli immobili, ad eccezione dell’abitazione principale e delle relative pertinenze […], nonché dei fabbricati rurali ad uso strumentale […], l’aliquota di base [0,76%] […]”. A tal fine le detrazioni previste normativamente e le detrazioni e riduzioni di imposta deliberate dal Comune non sono applicabili alla quota riservata allo Stato.
In altre parole il gettito IMU derivante dall’abitazione principale e relative pertinenze, nonché dei fabbricati rurali strumentali, è interamente appannaggio del Comune, mentre quello derivante dagli altri immobili spetta per metà allo Stato. Se il Comune decide di intervenire a modificare l’aliquota dovrà considerare che allo Stato spetta comunque lo 0,38% dell’imposta “teorica”.
In sostanza, la quota devoluta all'Erario è applicata solo sui fabbricati diversi dall'abitazione principale e dagli immobili rurali strumentali, essa è pari allo 0,38% (cioè la metà dell'imposta ordinaria, che è lo 0,76%). Tale quota verrà suddivisa nelle due rate, quindi nella prima rata, che si paga con aliquota allo 0,76%, sarà pari a metà dell'imposta dovuta.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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