giovedì, 24 aprile 2014

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4 giugno 2012

Imu: il coniuge assegnatario è tenuto al pagamento

Il calcolo dell’importo dovuto avviene tenendo conto degli sconti prima casa

Premessa – Il coniuge assegnatario gode di un diritto di abitazione ed è pertanto soggetto passivo Imu. Sarà pertanto costui l’unico tra i due coniugi che potrà godere delle agevolazioni stabilite con riguardo all’abitazione principale e alle sue pertinenze. Inoltre potrà anche godere della maggiorazione della detrazione prevista nel caso di figli di età non superiore a 26 anni.

Norma precedente – Secondo quanto stabilito dall’art. 13, comma 10, ultimo periodo, del D.L. n. 201 del 2011, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze trovavano applicazione anche nei confronti delle fattispecie di cui all’art. 6, comma 3-bis, del D.Lgs. n. 504 del 1992, in virtù del quale il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risultava assegnatario della casa coniugale, poteva considerare detta unità immobiliare come abitazione principale, purché non fosse titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove era ubicata la casa coniugale.

Decreto semplificazioni fiscali - Il comma 12-quinquies dell’art. 4 del D.L. n. 16 del 2012 è però intervenuto sulla materia stabilendo che ai soli fini dell’applicazione dell’Imu “l’assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione”. Tale norma introduce una novità nel panorama dell’Imu, poiché prevedendo che l’assegnazione della ex casa coniugale fa sorgere in ogni caso un diritto di abitazione nei confronti del coniuge assegnatario della stessa, ne riconosce la soggettività passiva in via esclusiva. E’, quindi, solo all’ex coniuge, in quanto soggetto passivo, che spettano le agevolazioni previste per l’abitazione principale e per le relative pertinenze, concernenti l’aliquota ridotta, la detrazione e la maggiorazione per i figli di età non superiore a 26 anni, in relazione alle quali si dovranno seguire le regole generali.

Abrogazione della normativa precedente - Dalla lettura delle norme appena riportate emerge inequivocabilmente che la disposizione contenuta nel comma 12-quinquies dell’art. 4 del D.L. n. 16 del 2012, essendo intervenuta successivamente a quella disposta dall’ultimo periodo del comma 10 dell’art. 13 del D.L. n. 201 del 2011, e regolando in maniera diversa la soggettività passiva della fattispecie in commento, ha reso incompatibile la disposizione di cui all’art. 13, comma 10, ultimo periodo, del D.L. 201 del 2011, che, dunque, ai sensi dell’art. 15 delle disposizioni sulla legge in generale, risulta tacitamente abrogata.

Il nuovo quadro – Il nuovo assetto normativo comporta che le agevolazioni inerenti l’abitazione principale e le relative pertinenze sono riconosciute al coniuge assegnatario della ex casa coniugale, in quanto titolare del diritto di abitazione ex art. 4, comma 12 quinquies del D.L. n. 16 del 2012, il quale deve, quindi, assolvere ai relativi obblighi tributari.

Versamento Imu - In particolare, si precisa che l’IMU deve essere versata per il suo intero ammontare dal coniuge assegnatario anche se non proprietario della ex casa coniugale, il quale può usufruire sia dell’aliquota ridotta stabilita per l’abitazione principale sia dell’intera detrazione prevista per detto immobile, nonché della maggiorazione di € 50 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, a condizione che lo stesso dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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