5 luglio 2012
Caro direttore ...
Riforma del lavoro: l’alternativa possibile
Pubblichiamo quanto perventuo in redazione in data 04 Luglio 2012
Il Governo ha fatto approvare dalla Camera la liberticida ed antieconomica la Legge n. 92 del 28/6/2012, sul rapporto di lavoro, per non cambiare nulla in una legislazione da 50 anni statalista, mantenendo 18 tipi di contratto di lavoro. Ne serve uno solo che riconosce la libertà di scelta alle parti.
Il provvedimento è dannoso all'occupazione. E’ ideologico, persevera sulla linea della famigerata legge cosiddetta Biagi, perché obbliga a fingere che, nel rapporto di lavoro, ci sia un progetto. E' bene, invece, che ogni lavoratore sia libero di regolare il proprio rapporto di lavoro come meglio crede, a tempo determinato o indeterminato, sia nel settore privato, sia in quello pubblico. E' bene non intralciare le aziende, perché soltanto esse creano la ricchezza che, sotto forma di tributi, finanzia lo Stato.
Propongo la reintroduzione nel codice civile dell'esemplare articolo 2097. Esso ha permesso la piena occupazione e il benessere, ed è stato abrogato male nel 1962.
Per risolvere, con lungimiranza, la mancanza di entrate di cui soffrono coloro che non hanno lavoro, è opportuno riconoscere a tutte le persone fisiche, di cittadinanza italiana, il diritto alla disponibilità di un minimo vitale, sulla base della dichiarazione annuale dei redditi.
I giovani che studiano sono meritevoli, si laureano e si trovano disoccupati. Le attese di questi giovani sono frustrate perché i posti di lavoro qualificato sono pochi e non tendono ad aumentare. Pochi potranno
dedicarsi a un'attività in proprio, perché non c'è bisogno di tanti imprenditori. E' ragionevole riservare ai laureati una possibilità in più.
La proposta di legge è la seguente.
Comma 1- L'art. 2097 del codice civile è costituito dal seguente testo: Le parti stabiliscono le regole del contratto di lavoro.
Comma 2 - Alle persone fisiche, di cittadinanza italiana, è riconosciuto il diritto alla disponibilità di un minimo vitale, sulla base della dichiarazione annuale dei redditi.
Comma 3 - Alle persone fisiche laureate, di cittadinanza italiana, il datore di lavoro riconosce una preferenza in tutte le assunzioni.
Il provvedimento è dannoso all'occupazione. E’ ideologico, persevera sulla linea della famigerata legge cosiddetta Biagi, perché obbliga a fingere che, nel rapporto di lavoro, ci sia un progetto. E' bene, invece, che ogni lavoratore sia libero di regolare il proprio rapporto di lavoro come meglio crede, a tempo determinato o indeterminato, sia nel settore privato, sia in quello pubblico. E' bene non intralciare le aziende, perché soltanto esse creano la ricchezza che, sotto forma di tributi, finanzia lo Stato.
Propongo la reintroduzione nel codice civile dell'esemplare articolo 2097. Esso ha permesso la piena occupazione e il benessere, ed è stato abrogato male nel 1962.
Per risolvere, con lungimiranza, la mancanza di entrate di cui soffrono coloro che non hanno lavoro, è opportuno riconoscere a tutte le persone fisiche, di cittadinanza italiana, il diritto alla disponibilità di un minimo vitale, sulla base della dichiarazione annuale dei redditi.
I giovani che studiano sono meritevoli, si laureano e si trovano disoccupati. Le attese di questi giovani sono frustrate perché i posti di lavoro qualificato sono pochi e non tendono ad aumentare. Pochi potranno
dedicarsi a un'attività in proprio, perché non c'è bisogno di tanti imprenditori. E' ragionevole riservare ai laureati una possibilità in più.
La proposta di legge è la seguente.
Comma 1- L'art. 2097 del codice civile è costituito dal seguente testo: Le parti stabiliscono le regole del contratto di lavoro.
Comma 2 - Alle persone fisiche, di cittadinanza italiana, è riconosciuto il diritto alla disponibilità di un minimo vitale, sulla base della dichiarazione annuale dei redditi.
Comma 3 - Alle persone fisiche laureate, di cittadinanza italiana, il datore di lavoro riconosce una preferenza in tutte le assunzioni.





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