sabato, 26 luglio 2014

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12 dicembre 2011

LUL. Più tempo per la compilazione

Per la redazione del LUL, il datore di lavoro ha tempo fino a fine mese. La disposizione si applicherà già dal corrente periodo di competenza

Premessa - Novità per i datori di lavoro. Nel decreto “salva Italia” è possibile scorgere delle importanti novità sul LUL, in particolare sui termini per la compilazione dello stesso. Infatti, il comma 4, articolo 40 del D.L. 201/2011 “Riduzioni degli adempimenti amministrativi per le imprese”, prevede delle semplificazione in merito agli obblighi di tenuta ed annotazione del registro dei lavoratori. Dunque, la norma introduce la possibilità per il datore di lavoro di compilare il Libro Unico del Lavoro, entro la fine del mese successivo a quello di riferimento e non più entro il 16 del mese successivo, come previsto dalla legislazione previgente. La disposizione si applicherà da subito, infatti, i datori di lavoro potranno adempiere entro i nuovi termini alla stampa del LUL già con effetto dalle paghe di novembre. Inoltre, l’ultimo periodo del comma in questione specifica espressamente che ciò non comporterà alcun onere per la finanza pubblica.

Che cos’è il LUL – Il Libro Unico del Lavoro (L.U.L.), entrato in vigore a gennaio del 2009 e disciplinato dagli art. 39 e 40 del D.L. n. 112/2008 (convertito con legge 6 agosto 2008, n. 133), è un unico libro obbligatorio che accorpa i libri paga e matricola. Esso è uno strumento utilizzato per documentare:
- nei confronti del lavoratore, la gestione del rapporto di lavoro;
- nei confronti degli organi di vigilanza, la situazione occupazionale dell’azienda;
- la regolarità e la correttezza con cui l’azienda gestisce i vari rapporti di lavoro in relazione alla gestione contrattuale, agli adempimenti previdenziali e assistenziali, agli obblighi in qualità di sostituto d’imposta, alla disciplina in materia di orario massimo di lavoro, di riposi, di ferie e di assenze.

Soggetti obbligati – Sono tenuti alla redazione del libro tutti i datori di lavoro privati di qualsiasi settore, compresi i datori di lavoro agricoli, quelli dello spettacolo, dell'autotrasporto e marittimi, con la sola eccezione dei datori di lavoro domestici, che devono iscrivervi tutti i lavoratori subordinati, i collaboratori coordinati e continuativi (con o senza progetto) e gli associati in partecipazione con apporto lavorativo. Al contrario, non sono soggetti ad alcun obbligo in tema di tenuta del libro unico le società cooperative di produzione e lavoro (salvo che non istituiscano specifici rapporti di lavoro subordinato al proprio interno), l'impresa familiare per il lavoro del coniuge, dei figli e degli altri parenti o affini (con o senza retribuzione), le società e le ditte individuali del commercio che non occupino dipendenti. Infine, esentate sono le pubbliche amministrazioni, che provvedono alle registrazioni con i cedolini o ruoli di paga, elaborati per ciascun dipendente.

Il contenuto - Il libro conterrà, oltre ai dati anagrafici, il codice fiscale, la qualifica, la retribuzione, l'anzianità, i rimborsi spese, le trattenute, le detrazioni spettanti, nonché le ore delle presenze compresi gli straordinari. Inoltre, il datore di lavoro deve consegnare al lavoratore copia delle scritturazioni effettuate, in tal modo adempie gli obblighi previsti dalla normativa.

Le modalità di tenuta - La tenuta e la conservazione del libro unico deve essere svolta esclusivamente con i mezzi specificati dalla circolare del MLPS n. 20/2008, ovvero: elaborazione a stampa meccanografica o laser dietro autorizzazione dell'INAIL; supporti magnetici, senza obbligo di vidimazione, previa apposita comunicazione scritta alla direzione provinciale del lavoro competente. L'unicità viene garantita da una numerazione sequenziale dei fogli, non essendo possibile suddividere il libro unico in sezioni distinte, mentre è ammessa l'elaborazione separata del calendario delle presenze. Quanto al luogo della tenuta del libro unico, esso non deve più essere tenuto sul luogo di lavoro, potendo essere affidato, previa comunicazione alla direzione provinciale del lavoro, a professionisti abilitati, associazioni di categoria o società capogruppo nei gruppi di imprese, salvo che la sede legale della ditta non coincida con quella operativa. Non è più necessario, inoltre, tenere copie conformi del libro in sedi diverse da quella legale: infatti la disposizione vigente obbliga a tenere un solo e unico libro, anche in presenza di più sedi di lavoro, pur se stabili. Nei casi in cui il lavoratore non percepisca alcuna retribuzione o compenso o non svolga la propria prestazione lavorativa (ad esempio perché lavoratore intermittente), la registrazione sul libro unico del lavoro deve essere effettuata solo in occasione della prima immissione al lavoro e, successivamente, per ogni mese in cui il lavoratore si trovi a svolgere l'attività lavorativa o a percepire compensi o somme, nonché al termine del rapporto stesso. Qualora il datore di lavoro decidesse di affidare la tenuta del libro a un consulente esterno, egli sarebbe sollevato da una serie di oneri poiché non deve più conservare nella sua sede (o nelle sedi) la copia, con conseguente eliminazione di tutti gli adempimenti connessi: vidimazione, dichiarazione di conformità, registrazioni, assistenza all'autorità ispettiva.
Anche l'impresa che gestisce al suo interno il libro unico del lavoro avrà benefici in termini di riduzione dei costi poiché:
- dovrà effettuare le registrazioni relative alle frequenze solo una volta al mese, e non più quotidianamente;
- non sarà più tenuta conservare il libro su supporto cartaceo;
- sarà obbligata a conservare il libro in archivio per soli 5 anni, non più per 10 anni.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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