mercoledì, 22 ottobre 2014

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13 aprile 2011

Omessa dichiarazione e accertamento sintetico

L’accertamento sintetico - L’accertamento sintetico ha per oggetto l’individuazione del reddito complessivo del contribuente così da svalutare la singola fonte reddituale e cioè la categoria di reddito. In sostanza attraverso tale strumento l’amministrazione finanziaria può determinare (sinteticamente) il reddito complessivo delle persone fisiche.

Persone fisiche - La metodologia di accertamento è rivolta, quindi, alle persone fisiche, essendo collocata all’interno delle disposizioni dell’articolo 38 del Dpr 600/1973, il quale disciplina la “rettifica delle dichiarazioni delle persone fisiche”.

Il disposto normativo - In merito al fatto che la norma parla di rettifica della dichiarazione (delle persone fisiche) - il che presuppone che il contribuente abbia tempestivamente e validamente presentato la dichiarazione dei redditi - occorre sottolineare come l’accertamento sintetico si possa effettuare anche nei confronti della persona fisica che ha omesso di presentare la dichiarazione.

A tale proposito occorre ricordare come la norma di riferimento non è l’articolo 38 del Dpr 600/1973, ma il successivo articolo 41 (sempre del Dpr 600/1973), che disciplina il cosiddetto “accertamento d’ufficio”. La norma stabilisce, innanzitutto, che, in presenza di dichiarazione dei redditi omessa o nulla, l’ufficio dell’amministrazione finanziaria può operare la rettifica sulla base dei dati e delle notizie di cui è a conoscenza, con facoltà di avvalersi di presunzioni semplici, anche prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza di cui all’art. 2729 del codice civile.

Deroghe - Si tratta di una delle due deroghe per le presunzioni semplici presenti nel diritto tributario rispetto al codice civile, il quale impone che, per le presunzioni non stabilite per legge (cioè le presunzioni semplici), il giudice deve ammettere solo presunzioni dotate, appunto, di gravità, precisione e concordanza. L’altra deroga è quella stabilita dal secondo comma dell’articolo 39 del Dpr 600/1973. Quest’ultima norma prevede che, in presenza di violazioni particolarmente gravi, come il fatto di non avere dichiarato il reddito d’impresa o di avere compiuto violazioni così gravi, numerose e ripetute, da rendere nel complesso inattendibile la contabilità, l’ufficio possa effettuare l’accertamento sulla base di presunzioni cosidette “semplicissime”, in quanto sprovviste dei necessari requisiti di gravità, precisione e concordanza. In presenza di dichiarazione omessa o nulla, l’articolo 41 del Dpr 600/1973 consente che l’ufficio possa anche determinare sinteticamente il reddito complessivo del soggetto. La norma prevede che, in tal caso, non si scomputano gli oneri deducibili e che si applica la previsione sulla rilevanza degli incrementi patrimoniali di cui all’articolo 38, comma 5, del Dpr 600/1973 (il principio in base al quale la spesa che incrementa durevolmente il patrimonio del soggetto deve essere attribuita per un quinto al reddito dell’anno e per i quattro quinti al reddito presunto dei quattro periodi precedenti).
Autore: Direttore: Antonio Gigliotti

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