sabato, 20 dicembre 2014

Stampa notizia

5 dicembre 2011

IVA: acquisto di quote sociali a fini elusivi

La Corte di Cassazione ha ravvisato l’evasione dell’imposta nel caso di una banca che ha effettuato l’acquisto fittizio di un immobile da una società terza

Il principio. Secondo la Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, è ravvisabile evasione fiscale nel caso in cui una banca effettui l’acquisto fittizio di un immobile per il tramite di una società terza che presta garanzie e che successivamente non riceva alcun sollecito, pur non versando rate nella veste di mutuataria. Tale principio è stato espresso con l’ordinanza numero 22879, del 3 novembre 2011.

Il fatto. Qui di seguito, gli articolati fatti di causa, per come ricostruiti in sentenza. Una Cassa Rurale BCC proponeva ricorso in cassazione, avverso la sentenza della CTR Trentino Alto Adige, che accoglieva l’appello delle Entrate e riteneva legittimo l’atto di contestazione con il quale veniva contrastata l’omessa regolarizzazione di acquisto senza fattura di un immobile sito in provincia di Trento. Nella specie, le Fiamme Gialle, in sede di verifica presso una S.n.c., avevano riscontrato che tale società aveva ottenuto due mutui dalla Cassa Rurale, entrambi garantiti da ipoteca, su altrettanti immobili. Mutui per i quali la Cassa, dopo un paio di anni, aveva rilasciato ampia quietanza, assentendo pure alla cancellazione delle ipoteche, senza però che la S.n.c. avesse mai versato alcuna rata del mutuo. Dopo poco tempo, gli stessi soci della S.n.c. costituivano una nuova società immobiliare. Quest’ultima, ad alcuni giorni dalla costituzione, acquistava dalla S.n.c. gli immobili posti a garanzia del mutui e, nello stesso giorno, i suoi soci (già soci della S.n.c.) vendevano il 100% delle loro quote sociali alla banca mutuante, che si accollava il mutuo (che aveva concesso) come corrispettivo della cessione di quote. Il giudice d’appello, quindi, aveva ritenuto che l’acquisto da parte della Cassa del 100% delle quote sociali, in verità mascherasse un’operazione elusiva per non pagare l’Iva, indetraibile, sulla cessione diretta per l’immobile.

La tesi dell’Agenzia. In ordine ai fatti di causa, l’Ufficio contestava l’omessa regolarizzazione di acquisti senza fattura (cui si applicano le sanzioni di cui all’art. 6, comma 8, D.Lgs. n. 471/1997).

La decisione della Corte. Ebbene, i giudici di Palazzo Cavour hanno rigettato il ricorso proposto dalla contribuente (Cassa Rurale), ritenendo la sentenza della CTR scevra da vizi. In particolare, la Corte ha sposato il ragionamento seguito dal giudice dell’appello che ha ritenuto che l’acquisto dell’immobile da parte della società immobiliare (effettuato 21 giorni dopo la costituzione di tale società, da parte delle medesime persone che erano soci unici della società venditrice e nello stesso giorno in cui la Snc cedeva il 100% delle proprie quote di partecipazione) fosse, in realtà, uno dei passaggi necessari per raggiungere quello che da sempre era stato il vero obiettivo: non pagare l’IVA sull’acquisto dell’immobile già effettuato sotto “le mentite spoglie” dell’acquisto delle quote di una società costituita ad hoc. Ad avviso dei Supremi Giudici, inoltre, l’elemento probatorio “insuperabile”, che ha fatto propendere per la fondatezza di una simile ricostruzione dei fatti, è stata la circostanza che, benché dalla contabilità della mutuataria non risultasse versato all’ente mutuante nessuna rata in ordine alle somme ricevute, quest’ultima avesse, comunque, rilasciato quietanza di pagamento.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Per inserire i vostri commenti dovete registrarvi.

 

Video del Giorno

La nuova Rassegna Stampa Video
a cura di Sergio Gamberale

VIDEO DEL GIORNO - 19 DICEMBRE 2014

Vai all’Archivio