venerdì, 25 luglio 2014

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14 marzo 2012

Decurtazione punti patente: direttamente dal Giudice di pace

Sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione del 13 marzo 2012

Principio. E’ legittimato a proporre opposizione dinnanzi al Giudice di pace, al fine di far valere anche vizi afferenti alla sanzione amministrativa accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida, senza necessità di attendere la comunicazione della variazione di punteggio da parte dell'Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, il destinatario del preannuncio di detta decurtazione. Peraltro, è soggetto alla sanzione pecuniaria di cui all’art. 180, comma 8, del Codice delle strada, e non anche a quella accessoria, il proprietario del veicolo che non comunichi i dati utili all’identificazione del conducente del mezzo al momento dell’infrazione.

La sentenza. Lo hanno chiarito le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza numero 3997, pubblicata ieri, 13 marzo 2012.

La violazione. Il Giudice di pace di Milano respingeva l’opposizione proposta da un automobilista avverso il verbale di accertamento con il quale la Polizia Municipale gli aveva contestato la violazione dell’art. 142, comma 9 del Codice della Strada, con annessa decurtazione dei punti della patente. In particolare, il G.O. disattendeva l’assunto dell’opponente, volto a escludere la detta decurtazione, osservando che la deduzione dell’automobilista di non poter risalire a chi fosse alla guida del veicolo al momento della infrazione non era supportata da alcuna prova, e sussistendo comunque la responsabilità del proprietario del veicolo a mezzo del quale è commessa l’infrazione, ove non provi che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà, così come stabilito dall’art. 6, I comma, della legge n. 698/81 e dall’art. 196 del C.d.S.

Il ricorso. Avverso la sentenza del Giudice onorario, l’automobilista proponeva ricorso in Cassazione, lamentando, con il quarto motivo, che, “oltre alla sussistenza di un giustificato motivo per la mancata comunicazione all’autorità competente delle generalità del conducente del veicolo, nel caso di specie la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida non avrebbe potuto essere applicata, stante la natura personale e non patrimoniale della detta sanzione accessoria, come stabilito dalla Corte costituzionale” nella sentenza numero 27 del 2005.

La decisione. Ebbene, dopo l’iniziale assegnazione della causa alle Seconda Sezione Civile, la questione è stata deferita alle Sezioni Unite, le quali hanno sostenuto che “in tema di sanzioni amministrative conseguenti a violazioni del codice della strada che, ai sensi dell'art. 126-bis del codice della strada, comportino la previsione dell'applicazione della sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida, il destinatario del preannuncio di detta decurtazione - di cui deve essere necessariamente fatta menzione nel verbale di accertamento - ha interesse e può quindi proporre opposizione dinnanzi al giudice di pace, ai sensi dell'art. 204-bis del codice della strada, onde far valere anche vizi afferenti alla detta sanzione amministrativa accessoria, senza necessità di attendere la comunicazione della variazione di punteggio da parte dell'Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida”.

Conclusioni. Sulla scorta dell’enunciato principio di diritto, gli Ermellini hanno cassato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando il ricorrente non soggetto a decurtazione dei punti della patente per effetto della violazione contestata con il verbale impugnato. Nulla da fare invece per il Comune di Milano, che è comunque rimasto indenne dalle spese del giudizio, avendole i giudici di legittimità compensate.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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