martedì, 29 luglio 2014

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1 marzo 2013

Studi di settore: i nuovi indicatori

Definizione in vista dell’applicazione del regime premiale previsto per il 2012

Premessa – Dalla riunione tra Sose e associazioni di categoria tenutasi mercoledì 27 febbraio è emersa la necessità di adottare nuovi indicatori di normalità e coerenza economica con il fine di allargare la platea dei contribuenti che possano godere del “premio congruità” previsto dal D.L. 201/2012 (“Decreto salva Italia”).
Riunione - Il 27 febbraio l'Agenzia delle Entrate e la Sose (Società studi di settore) hanno convocato i rappresentanti di imprese e professionisti per confrontarsi le novità del 2013 in tema di studi di settore.

Correttivi studi di settore – Il primo punto trattato riguarda l’approvazione dei correttivi anticrisi. Il varo definitivo di quel meccanismo, ormai diventato strutturale per il verificarsi della congiuntura economica negativa, avverrà sulla base di un calendario ormai ben oliato entro il prossimo mese di marzo. La struttura dei correttivi congiunturali dovrebbe restare sostanzialmente invariata, resterà soltanto da calibrare l'intensità dei correttivi nei punti dove risulta che la crisi ha morso di più. L'operazione correttivi congiunturali per l'anno 2012, stando alle prime informazioni, sembra dunque ricalcare, almeno nei suoi tratti essenziali, quella varata lo scorso anno.

Contribuente - Pur non conoscendo i numeri del software né le modifiche apportate, di certo gli operatori possono fare già qualche cosa per anticipare i tempi. Innanzitutto, appuntarsi ogni dettaglio che possa dare la misura della esistenza della crisi, quali andamenti delle vendite per stagione, fallimento dei concorrenti, chiusura di punti vendita della zona, numero dei clienti serviti, statistiche e studi degli organi locali, eccetera. Insomma, ogni spunto è buono da tenere in archivio per convincere, sé stessi prima che il fisco, che l'andamento problematico è reale e non il frutto di un’evasione fiscale.

Nuovi indicatori – Altra questione trattata nella riunione riguarda l’approvazione di nuovi indicatori di coerenza economica introdotti dalla lettera b) del comma 10 dell’articolo 10 del D.L. 201/2011. Ricordiamo infatti che a partire dal 2011 chi soddisfa la triplice condizione (fedeltà, congruità e coerenza) potrà accedere del regime premiale previsto dall'articolo 10 del D.L. 201/2011. In quest'ottica, però, la coerenza diventa ancora di più decisiva rispetto al passato. A presidio della coerenza c'è una doppia serie di indicatori: quelli di normalità economica, ai quali si associa (in caso di anomalia) un incremento dei ricavi o compensi di congruità (per punire irregolarità); e quelli di coerenza (veri e propri) che invece fanno emergere solo probabili irregolarità di esposizione dei dati, senza però influire sulla congruità. Gli indicatori di coerenza economica presentati nel corso della riunione del 27 febbraio riguardano il margine per addetto non dipendente, l'indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti e la resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo.

Regime premiale – L’approvazione di tali indicatori è strettamente legata all’individuazione degli studi di settore che potranno godere del regime premiale. Per il periodo d’imposta 2011, con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12 luglio 2012, erano infatti stati indicati solamente 55 studi di settore che potevano godere del premio fedeltà in questione. Con l’approvazione dei nuovi indicatori l'intenzione dell'Amministrazione è quella di allargare il campo di intervento delle disposizioni di favore andando ad aumentare i numeri dei contribuenti coinvolti rispetto a quelli dello scorso anno.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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