giovedì, 23 ottobre 2014

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10 novembre 2011

Spesometro: note di variazione per operazioni dell’anno prima

Premessa – Per le comunicazioni Iva delle operazioni di importo superiori a 3.000 € (3.600 compreso Iva) c.d. “spesometro” i record di dettaglio 4 e 5 del tracciato riguardano esclusivamente le note di variazione relative a operazioni già comunicate e non effettuate nello stesso anno in cui viene emessa/ricevuta la nota di variazione.
Spesometro - Con l’art. 21, DL n. 78/2010, è stato introdotto l’obbligo di comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate, entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, le cessioni/acquisti di beni e le prestazioni di servizi rese/ricevute rilevanti ai fini IVA di importo pari o superiore a € 3.000 ovvero € 3.600 (al lordo IVA) per le operazioni per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, quindi documentate da scontrino/ricevuta fiscale. L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 24 del 30.05.2011 è intervenuta per fornire importanti chiarimenti sull’applicazione di tale obbligo.

Note di variazione – Tra gli argomenti trattati figura anche quello delle note di variazione. L’Agenzia ha precisato che l’ammontare dell’operazione da indicare nella comunicazione deve tener conto delle note di variazione ex art. 26, DPR n. 633/72. Sul punto, l’Agenzia ha evidenziato che l’operazione non andrà comunicata se, per effetto della nota di variazione in diminuzione, l’importo dell’operazione, inizialmente superiore al limite di 3.000 euro scende al di sotto di detto limite; se invece l’importo dell’operazione è in origine superiore al limite dei 3.000 euro e con la nota di variazione in diminuzione l’importo rimane comunque superiore al limite stesso, l’operazione va comunicata al netto dell’importo stornato. Analogamente l’operazione andrà comunicata nel momento in cui, per effetto della nota di variazione in aumento, l’importo, inizialmente inferiore al limite di 3.000 euro, supera detto limite.

Compilazione in caso di aumento - Proprio per quanto riguarda quest'ultima ipotesi sono stati sollevati molti dubbi in quanto il provvedimento delle Entrate del 16 settembre 2011 aveva modificato i tracciati record (n. 4 e n. 5) relativi alle note di variazione, eliminando i riferimenti a imponibile ed Iva della fattura da rettificare. Con i nuovi modelli si devono, infatti, inserire i dati connessi alla variazione, a credito o a debito, dell'imponibile e dell'imposta mentre non è più obbligatoria l'indicazione del numero della fattura da rettificare. Nelle risposte dell’Agenzia delle Entrate pubblicate lo scorso 24 ottobre è stato chiarito che gli estremi delle note di variazione devono essere comunicate solo se relative a fatture emesse nell'anno precedente a quello di riferimento della segnalazione, di conseguenza la nuova modulistica implica che nella comunicazione si debba dare conto solo dell'importo della nota.

Esempio – Se ad esempio nel 2011 viene effettuata un’operazione di 2.800 €, questa non dovrà essere comunicata. Se nel 2012 viene emessa una nota di variazione in aumento di 800 € relativa alla sopracitata operazione del 2011 nella comunicazione delle operazioni Iva relativa al periodo d’imposta 2012, dovrà essere indicata solo la quota parte relativa alla nota di variazione (800 euro) anche, eventualmente, omettendo il numero della fattura modificata. In questo modo, i campi relativi alle variazioni (a credito o a debito) non devono comprendere gli imponibili originari delle fatture non trasmesse negli anni precedenti in quanto inferiori al limite di 3.000 €.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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