lunedì, 24 novembre 2014

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20 dicembre 2011

Spesometro: escluse le amministrazioni pubbliche

Esonero anche se si tratta di attività commerciali

Premessa – Con il provv. delle Entrate del 21.6.2011 sono esclusi dalla comunicazione delle operazioni Iva (c.d. “spesometro”) Stato, regioni, province, comuni e altri organismi di diritto pubblico (a questi si aggiungono anche gli enti che svolgono attività di interesse pubblico, tra cui ad esempio comunità montane, università, enti di ricerca, Asl, Inps, Inail). Ciò che si evidenza è che l’esclusione vale anche nel caso in cui si tratti di attività commerciali.

Soggetti obbligati - Sono obbligati alla comunicazione di cui all'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, tutti i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni rilevanti ai fini di tale imposta. In particolare, i predetti contribuenti hanno l'obbligo di presentare, esclusivamente in via telematica, all'Agenzia delle Entrate, la comunicazione dei dati concernenti sia le operazioni rilevanti ai fini IVA rese a soggetti nei confronti dei quali sono state emesse fatture per operazioni rilevanti, che quelle ricevute da soggetti titolari di partita IVA, dai quali sono stati effettuati acquisti rilevanti ai fini dell'applicazione dell'imposta (fornitori). Inoltre, devono essere trasmesse le operazioni rese a soggetti nei confronti dei quali non sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini Iva.

Esclusioni - La disposizione normativa non prevede ipotesi di esclusioni soggettive dall’obbligo di comunicazione che è fissato, pertanto, in capo a tutti i soggetti passivi ai fini dell’IVA. Con il provv. delle Entrate del 21.6.2011 sono stati però esclusi dalla comunicazione: Stato, regioni, province, comuni e altri organismi di diritto pubblico (a questi si aggiungono anche gli enti che svolgono attività di interesse pubblico, tra cui ad esempio comunità montane, università, enti di ricerca, Asl, Inps, Inail) in quanto le particolari modalità di tenuta della contabilità potrebbero rendere difficoltosa l’individuazione delle operazioni da comunicare.

Motivo dell’esclusione - Il provvedimento motiva l'esclusione, infatti, in relazione alle peculiari modalità di tenuta della contabilità previste in capo a questi soggetti che difficilmente possono effettuare preliminarmente una corretta separazione tra le operazioni rilevanti ai fini Iva effettuate in ambito di attività istituzionale e in ambito di attività commerciale. Il problema riguarda le operazioni miste quando un ente effettua un acquisto di beni e servizi per le sue esigenze totali, senza sapere a monte come tali acquisti verranno destinati. Destinazione che sarà nota solo al momento della loro utilizzazione.

Gli organismi pubblici - La motivazione potrebbe aprire la strada all'interpretazione restrittiva, di escludere dall'obbligo solo gli enti con contabilità finanziaria e non quelli che per legge devono avere, già oggi, la contabilità economica (vedi le Asl). In effetti, il problema (anche se con minore impatto) esiste anche per gli enti che utilizzano la contabilità economica. Pertanto, si ritiene che l'esclusione fissata dal provvedimento riguardi tutti gli organismi pubblici a prescindere dal tipo di contabilità utilizzata.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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