sabato, 26 luglio 2014

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9 febbraio 2012

Sindaco unico nelle srl e spa: il controllo è garantito?

I dubbi alla luce delle novità previste dal decreto sulla semplificazione

Il testo definitivo del decreto semplificazione, uscito dal Consiglio dei Ministri dello scorso 3 febbraio 2012, modifica per l’ennesima volta l’assetto dell’organo di controllo nelle società di capitali. Una riforma questa che nasce dall’intento di attuare la semplificazione dei controlli delle società, realizzando così un’economia nella gestione delle stesse. Volendo riassumere in sintesi le novità introdotte si veda quanto segue.

Spa - In primo luogo per ciò che riguarda la società per azioni, il dl semplificazione modifica l’articolo 2397, terzo comma del codice civile, già oggetto di modifiche da parte della precedente legge di stabilità 2012, la n. 183/2011. In particolare si attua una completa sostituzione per cui si prevede che se lo statuto non dispone diversamente e se ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata ai sensi dell’articolo 2435-bis, le funzioni del collegio sindacale sono esercitate da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro. L’assemblea provvede alla nomina del collegio sindacale, entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio dal quale risulta che sono venute meno le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata. Scaduto il termine, provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.

Srl - Per ciò che invece riguarda le società a responsabilità limitata, la novella dell’articolo 2477 del codice civile sancisce che l’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti, la nomina di un organo di controllo o di un revisore. Se lo statuto non dispone diversamente, l’organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo.

Dubbi - Nonostante l’intervento del legislatore su un tema spinoso che negli ultimi tempi ha tolto il sonno ai professionisti interessati, non vengono chiarite alcune questioni, anzi vengono per così dire rinforzate.

Srl con dimensioni maggiori - Ad esempio, non si chiarisce se la società a responsabilità limitata che presenta dimensioni strutturali di una certa entità, quando cioè superano i limiti previsti per la redazione del bilancio in forma abbreviata (ad esempio i dipendenti occupati in media durante l’esercizio superino le 50 unità ovvero i ricavi delle vendite e delle prestazioni sforino gli 8.800.000 euro), sono soggette alle disposizioni valevoli per la spa ovvero debbano nominare un organo di controllo monocratico, indipendentemente dalle dimensioni societarie. Non risolve certamente questa situazione la sostituzione del 5 comma dell’articolo 2477 del codice civile, con la previsione per cui nel caso di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, si applicano le disposizioni sul collegio sindacale previste per le società per azioni. Anzi sembra che si getti benzina sul fuoco.

Controlli societari - Proprio in materia di controlli, la scelta della nomina del sindaco unico li pone gravemente a rischio, poiché si chiede ad un solo soggetto di svolgere la supervisione societaria rendendo tale supervisione nettamente labile rispetto a quella che possono svolgere i 3 o 5 membri componenti l’organo collegiale.

Revisore o sindaco unico - Inoltre sempre nelle srl prevedendo la possibilità che sia l’atto costitutivo a prevedere la nomina di un organo di controllo o di un revisore, determinandone le competenze e poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti, significa che se la scelta ricade sul sindaco unico, questi può svolgere anche il ruolo di revisore legale dei conti, finendo così per accrescere le sue competenze che svolte da solo, possono perdere di efficienza. Inoltre sembrerebbe esserci una problematicità non da poco se si pensa all’alternatività tra organo di controllo e revisore, considerando che il primo svolge controlli a priori, mentre il secondo a posteriori.
Autore: Redazione Fiscasl Focus

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Felice Russo09/02/2012

E' evidente che chi ci sta governando, sta facendo più un'operazione di facciata che non vere e profonde riforme. Tralasciando i tassisti, le farmacie e i 500 nuovi studi notarili (!) che grande rivoluzione liberale, sono queste, i nostri professori, pontificando come è giusto che sia, ex cathedra, ed in forma dogmatica possono fare tutto e il suo contrario. Parlano dei giovani che devono essere disposti a muovere le "chiappe" perché il c.d. posto fisso non ha più motivo di essere, ma lor signori accettano nomine a vita, come il nostro caro presidente del consiglio divenuto, per l’occasione, senatore a vita! Tornando al tema: faccio parte di alcuni collegi sindacali e, come tutti i miei colleghi sanno, il solo fatto di essere stati nominati dal "controllore" pone già delle problematiche che non sto qui ad elencare. Il D.L. che il governo dei tecnici ha emanato, ritiene di semplificare la vita di "alcune" società inventandosi il sindaco-revisore monocratico. A parte l'incongruenza temporale delle due funzioni, in quanto il sindaco svolge i controlli a priori, mentre il secondo in una fase successiva, emerge una incongruenza ulteriore che sono le finalità dei due istituti.
Il collegio sindacale è un organo interno alla società che è posto, principalmente, a garantire il capitale conferito dai soci oltre a verificare che gli atti degli amministratori siano conformi alla legge e allo statuto.
La funzione di revisore attiene alla legalità societaria che è cosa ben diversa del controllo cui compete al collegio sindacale.
Non si capisce perché il legislatore vuole regolamentare un rapporto che è tutto sommato definibile “privatistico”, in quanto i soci (soprattutto quelli di minoranza) si fidano e sono più rassicurati dalla presenza di un collegio che non di uno solo professionista.
Come si fa a parlare di liberalizzazione se in ogni caso un controllo ci deve essere a prescindere dai componenti?
Se poi si crede che questo "zuccherino" sia utile per attirarsi le simpatie degli imprenditori, ebbene non credo proprio che ciò possa essere ritenuto un ragionamento "tecnico". Le srl che hanno i collegi sindacali sono, il più delle volte, e per dimensioni e per fatturato maggiori di moltissime spa. Per cui i 15/20 mila euro di media che un collegio costa in un anno (revisore compreso!), alla società incide lo 0,01% sul fatturato. Ogni altro commento è superfluo.
Felice Russo