mercoledì, 30 luglio 2014

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13 giugno 2013

Responsabilità appalti: il punto di Assonime

Circolare n.18 del 12 giugno 2013

Con la pubblicazione della Circolare n.18 del 12 giugno 2013, Assonime commenta l’articolo 13-ter del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, che ha previsto, a carico dei soggetti IVA committenti e appaltatori, l’obbligo di verificare che le rispettive controparti contrattuali (appaltatori e subappaltatori) provvedano al versamento delle ritenute fiscali sui redditi dei lavoratori dipendenti e dell’IVA dovuta in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito dei rapporti di appalto e subappalto.
Nell’illustrare l’ambito applicativo della norma e le problematiche ancora irrisolte, la circolare richiama i chiarimenti forniti in materia dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 40/E dell’08 ottobre 2012 e la Circolare n. 2/E del 1° marzo 2013.

Ambito oggettivo di applicazione - Dall’esame compiuto da Assonime delle fattispecie contrattuali che possono presentare aspetti simili ai veri e propri contratti di appalto e di subappalto – unici contratti che rientrano nella sfera applicativa delle disposizioni sulla responsabilità solidale – emerge chiaramente come nella prassi aziendale non sia agevole accertare se le prestazioni rese o ricevute siano state effettuate in esecuzione di contratti di appalto o subappalto o in esecuzione di contratti di diversa natura.
Tali difficoltà possono, tra l’altro, essere acuite dalla circostanza che molto spesso i contratti di appalto o subappalto sono conclusi verbalmente e non in forma scritta.
Secondo Assonime appare opportuno che le imprese formalizzino per iscritto i rapporti giuridici dubbi, definendo delle clausole contrattuali che individuino la natura del contratto, soprattutto quando è misto. Individuati gli elementi essenziali dell’appalto o del subappalto risulta facile, di conseguenza, comprendere l’applicabilità o meno delle disposizioni del nuovo comma 28 dell’art. 35 del D.L. 223/2006.

Ambito soggettivo di applicazione - La normativa in esame trova applicazione nell’ambito delle obbligazioni che scaturiscono dai contratti di appalto e di subappalto di opere e servizi, stipulati dai soggetti che svolgono attività rilevanti agli effetti dell’IVA, rientrando, quindi, fra i soggetti passivi di cui agli articoli 4 e 5 del D.P.R. n. 633 del 1972 (esercenti attività d’impresa, arti o professioni).
I committenti devono dunque essere soggetti dotati di partita IVA, altrimenti non sono tenuti al rispetto della disciplina solidaristica.
Sono esclusi, dunque, dall’operatività della nuova disciplina i contratti di appalto in cui il committente è un soggetto IRPEF non esercente attività rilevante ai fini IVA (es. una persona fisica): in tal caso il committente non sarà soggetto all’obbligo di verificare l’adempimento da parte dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori degli obblighi fiscali cui la norma fa riferimento. Ovviamente, l’operatività della responsabilità solidale opererànei rapporti fra appaltatore e subappaltatore, soggetti operanti entrambi nell’ambito di attività imprenditoriali rilevanti ai fini dell’IVA.

L’oggetto della responsabilità solidale - La responsabilità trova un limite “quantitativo”nell’ammontare del corrispettivo dovuto dall’appaltatore al subappaltatore. Da ciò discende, in primo luogo, che l’appaltatore non sarà chiamato a versare un importo per IVA e ritenute superiore all’ammontare del corrispettivo dovuto.
È sorto il dubbio se la responsabilità solidale dell’appaltatore si estenda alle sanzioni che il subappaltatore è tenuto a versare nel caso in cui fosse accertato il mancato versamento delle ritenute fiscali e dell’IVA: secondo Assonime, atteso il mancato richiamo espresso da parte della norma alle sanzioni, sembra corretto ritenere che la responsabilità non riguardi l’ammontare delle somme dovute a titolo di sanzione. Su tale questione interpretativa, comunque, è urgente che si pronunci l’Agenzia delle Entrate.
In secondo luogo, l’appaltatore è responsabile solo in relazione:
- all’ammontare delle ritenute relative ai dipendenti del subappaltatore che hanno preso parte alla realizzazione del subappalto;
- e all’ammontare dell’IVA esposta nelle fatture emesse dal subappaltatore.
In particolare, secondo quanto stabilito dal comma 28 dell’art. 35, la responsabilità riguarda i versamenti delle ritenute e dell’IVA i cui termini sono scaduti al momento in cui l’appaltatore effettua il pagamento del corrispettivo al subappaltatore.
In sostanza, la responsabilità dell’appaltatore viene a sussistere se è accertato che al momento del pagamento non sono state versate le ritenute i cui termini sono già scaduti e non è stata liquidata l’IVA esposta in fatture che dovevano confluire nella liquidazione periodica prima del momento del pagamento.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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