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28 marzo 2012

Manutenzione su beni di terzi

Il contratto rinnovabile o meno determina l’ammortamento

Premessa – Le spese di manutenzione su beni di terzi si ammortizzano nella durata del contratto se questo al termine non prevede alcun rinnovo, al contrario qualora sia prevista la rinnovabilità, per il riparto del costo da ammortizzare si dovrà considerare anche questo ulteriore periodo.

Spese di manutenzione - Il TUIR non detta regole specifiche in merito alla deducibilità delle spese di manutenzione effettuate su beni di terzi. In relazione a tale casistica è necessario distinguere le spese di manutenzione ordinarie da quelle aventi natura straordinaria o incrementativa, ancorché effettuate su beni di terzi.

Manutenzione ordinaria - Per quanto riguarda le manutenzioni ordinarie effettuate su beni di terzi in forza di contratti di locazione, affitto, comodato, leasing, ecc, il limite di deducibilità imposto dal co. 6, dell’art. 102, non si applica, con la conseguenza che dette spese risultano completamente deducibili nell’esercizio secondo le regole generali. Risulteranno pertanto interamente deducibili qualora riguardanti spese sostenute su beni che non subiscono limitazioni oggettive o soggettive di deducibilità. In caso contrario, come avviene ad esempio per le autovetture, anche le spese di manutenzione subiranno le limitazioni previste per il cespite cui afferiscono.

Manutenzioni straordinarie - Dal punto di vista civilistico, i costi sostenuti per migliorie e spese incrementative su beni di terzi (ad esempio, beni in leasing), sono capitalizzabili ed iscrivibili nella voce “Altre immobilizzazioni immateriali”, dello Stato Patrimoniale, qualora le migliorie e le spese incrementative non sono separabili dai beni stessi. In tale casistica l’ammortamento si effettua nel periodo minore tra quello di utilità futura delle spese sostenute e quello residuo della locazione, tenuto conto dell'eventuale periodo di rinnovo (in ipotesi di locazione non finanziaria) se dipendente dal conduttore. Dal punto di vista fiscale i costi di cui trattasi non possono essere considerati deducibili integralmente nell'esercizio in cui sono stati sostenuti, pertanto rilevano quali costi ad utilizzazione pluriennale ai sensi del terzo comma dell'art. 108, del Tuir, ossia nel limite della quota imputabile a ciascun esercizio.

Rinnovabliltà del contratto - Tuttavia, appare opportuno precisare che le modalità di ripartizione dei suddetti costi sono diverse a seconda che il contratto preveda o meno la rinnovabilità alla scadenza. Di conseguenza, qualora il contratto non prevede il rinnovo, i costi in argomento sono deducibili nel limite della quota imputabile a ciascun periodo d'imposta, non oltre comunque il periodo di durata del contratto. Diversamente, qualora sia prevista la rinnovabilità e sempre che i costi stessi svolgano la loro utilità anche nelle ulteriori annualità per le quali la stessa è contrattualmente prevista, le predette modalità di riparto dovranno tener conto anche di tali ulteriori periodi, fermo restando che, in caso di mancato rinnovo, le quote residue si renderanno interamente deducibili nell'esercizio in cui si verificherà tale circostanza.

Spese distinguibili – Infine se le spese per la manutenzione si possono identificare autonomamente e sono separabili e rimuovibili devono confluire nella specifica categoria di appartenenza e vengono distintamente ammortizzate in base ai coefficienti per questa stabiliti.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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