18 luglio 2011
Manovra: tagli agli sconti fiscali
Tagli delle agevolazioni fiscali - La manovra correttiva introduce una serie di tagli che dovranno essere effettuati tra il 2013 e il 2014, questi andranno a incidere in materia di deduzioni, detrazioni e sconti fiscali. Le famiglie, i lavoratori dipendenti, i pensionati, le imprese e i risparmiatori sarebbero le categorie di cittadini maggiormente esposte all’eventualità delle previste sforbiciate fiscali, qualora non si attuasse il riordino dell’assistenza entro il 30 settembre 2013. Si calcola che, in media, un nucleo familiare composto da due figli minori a carico e due adulti di cui un solo lavoratore arriverebbe a sostenere un costo pari a mille euro in due anni. Inoltre, si sottolinea che attualmente le diverse agevolazioni fiscali ammontano a 103 miliardi di euro e i soggetti ai quali queste sono dirette potrebbero essere i destinatari più critici dei tagli in cantiere. In realtà, i suddetti tagli permetterebbero un ingente risparmio alle casse statali, in quanto nel primo anno col taglio lineare del 5% si prevede un rientro di 8 miliardi, mentre nell’anno seguente il taglio si alzerebbe del 15% e i miliardi risparmiati sarebbero 32.
Taglio delle deduzioni – Quando si parla di deduzioni bisogna considerare quale sfera d’azione si sia presa in esame. Per ciò che concerne i tagli, questi saranno applicati alle deduzioni catastali, a quelle per i figli a carico e quelle per le spese mediche. In tema di catasto, nello specifico si considerano in calo sia i benefici per la deduzione della prima casa sia quella relativa agli interessi del mutuo; nel primo caso si registra una diminuzione da 126,8 euro a 100 euro nel 2014, mentre per gli interessi si passerebbe dai 328 euro all’anno attuali a 264 euro. In merito alle deduzioni mediche, si registra una tendenza verso l’aumento delle tasse di 190 euro nel 2013 e di 750 nel 2014, a fronte di una diminuzione dei contributi previdenziali e assistenziali. Nella fase in corso, le detrazioni per spese mediche sono al 19%, ma tra il 2013 e il 2014 si calcola un calo che oscillerà tra il 18 e il 15%. Nel campo delle deduzioni familiari, è ragguardevole il dato in base al quale emerge che 11,8 milioni di italiani ne sono beneficiari e in media queste raggiungono gli 829 euro, ma con il taglio del 20% il lavoratore con figli e coniuge a carico avrà una deduzione di circa 665 euro.
I costi delle agevolazioni attuali - Le agevolazioni risucchiano gran parte dei costi della struttura previdenziale italiana. In particolare, bisogna sottolineare che la maggior parte di esse riguarda redditi da lavoro dipendente e pensione e ciò implica una spesa annua di 56,8 miliardi di euro. La detrazione da lavoro dipendente, inoltre, riguarda ben 28,3 milioni di italiani per i quali essa vale mediamente 1.332 euro, tali detrazioni raggiungono complessivamente i 37,7 miliardi di euro, ma è previsto un calo che le ridurrebbe a poco più di mille euro all’anno. Anche le agevolazioni familiari hanno un costo molto alto di 21,4 miliardi la cui metà e’ relativa ai benefici per i nuclei familiari con soggetti a carico. A questi costi si aggiungono poi le deduzioni catastali, in particolare gli sconti fiscali sulla casa con un rilascio di 9 miliardi di euro; infine, l’Iva agevolata sia al 10 che al 4%, la quale si trascina una spesa di 38,7 miliardi all’anno.
La strada alternativa – Il percorso alternativo proposto prende le mosse dalla necessità di un assetto ai provvedimenti assistenziali, recuperando gli sprechi del passato da cui scaturisce un guadagno di circa 38 miliardi l’anno. Da questo punto di partenza, si può prendere le mosse per una riforma burocratica che preveda l’istituzione di un nuovo indice di bisogno sostitutivo dell’Isee dell’Inps. Dovrebbero essere più serrati i criteri di selezione dei soggetti richiedenti prestazioni assistenziali o invalidità, raggiungendo un rientro di 34 miliardi di euro. Anche le pensioni di reversibilità dovrebbero essere oggetto di riforma, in quanto quelle italiane risultano al di sopra degli standard europei.
Taglio delle deduzioni – Quando si parla di deduzioni bisogna considerare quale sfera d’azione si sia presa in esame. Per ciò che concerne i tagli, questi saranno applicati alle deduzioni catastali, a quelle per i figli a carico e quelle per le spese mediche. In tema di catasto, nello specifico si considerano in calo sia i benefici per la deduzione della prima casa sia quella relativa agli interessi del mutuo; nel primo caso si registra una diminuzione da 126,8 euro a 100 euro nel 2014, mentre per gli interessi si passerebbe dai 328 euro all’anno attuali a 264 euro. In merito alle deduzioni mediche, si registra una tendenza verso l’aumento delle tasse di 190 euro nel 2013 e di 750 nel 2014, a fronte di una diminuzione dei contributi previdenziali e assistenziali. Nella fase in corso, le detrazioni per spese mediche sono al 19%, ma tra il 2013 e il 2014 si calcola un calo che oscillerà tra il 18 e il 15%. Nel campo delle deduzioni familiari, è ragguardevole il dato in base al quale emerge che 11,8 milioni di italiani ne sono beneficiari e in media queste raggiungono gli 829 euro, ma con il taglio del 20% il lavoratore con figli e coniuge a carico avrà una deduzione di circa 665 euro.
I costi delle agevolazioni attuali - Le agevolazioni risucchiano gran parte dei costi della struttura previdenziale italiana. In particolare, bisogna sottolineare che la maggior parte di esse riguarda redditi da lavoro dipendente e pensione e ciò implica una spesa annua di 56,8 miliardi di euro. La detrazione da lavoro dipendente, inoltre, riguarda ben 28,3 milioni di italiani per i quali essa vale mediamente 1.332 euro, tali detrazioni raggiungono complessivamente i 37,7 miliardi di euro, ma è previsto un calo che le ridurrebbe a poco più di mille euro all’anno. Anche le agevolazioni familiari hanno un costo molto alto di 21,4 miliardi la cui metà e’ relativa ai benefici per i nuclei familiari con soggetti a carico. A questi costi si aggiungono poi le deduzioni catastali, in particolare gli sconti fiscali sulla casa con un rilascio di 9 miliardi di euro; infine, l’Iva agevolata sia al 10 che al 4%, la quale si trascina una spesa di 38,7 miliardi all’anno.
La strada alternativa – Il percorso alternativo proposto prende le mosse dalla necessità di un assetto ai provvedimenti assistenziali, recuperando gli sprechi del passato da cui scaturisce un guadagno di circa 38 miliardi l’anno. Da questo punto di partenza, si può prendere le mosse per una riforma burocratica che preveda l’istituzione di un nuovo indice di bisogno sostitutivo dell’Isee dell’Inps. Dovrebbero essere più serrati i criteri di selezione dei soggetti richiedenti prestazioni assistenziali o invalidità, raggiungendo un rientro di 34 miliardi di euro. Anche le pensioni di reversibilità dovrebbero essere oggetto di riforma, in quanto quelle italiane risultano al di sopra degli standard europei.




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