venerdì, 19 dicembre 2014

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20 dicembre 2012

Le spese di manutenzione: deducibilità e plafond del 5%

Le spese di manutenzione e riparazione rappresentano costi che l’impresa sostiene per il mantenimento e/o il miglioramento della funzionalità, nonché per l’estensione della vita utile, dei cespiti di cui dispone, siano essi beni propri o beni di proprietà di terzi (ad esempio quelli detenuti in leasing).
In particolare:
• con gli interventi di manutenzione si compiono operazioni aventi come principale finalità quella di preservare (e in alcuni casi anche di accrescere) l’efficienza e la produttività degli impianti;
• gli interventi di riparazione sono volti a ripristinare l’utilità dei beni.

Le varie tipologie - Le spese di manutenzione possono essere distinte in:
- spese di manutenzione ordinaria;
- spese di manutenzione straordinaria;
- spese incrementative.

Le prime sono considerate ordinarie, mentre le altre tipologie sono da intendersi come straordinarie o incrementative.
Le spese ordinarie sono trattate come costo di esercizio, quindi di competenza del periodo amministrativo in cui sono sostenute, mentre le spese relative a manutenzioni e riparazioni straordinarie sono trattate come costo da capitalizzare, quindi riferito a più esercizi.

La deducibilità fiscale - L’articolo 102, comma 6 del Tuir permette alle imprese di dedurre dal reddito di esercizio le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione effettuate su beni propri, per le quali non si sia provveduto all’immobilizzazione, nel limite del 5% del costo complessivo dei beni materiali ammortizzabili risultanti all’inizio dell’esercizio dal libro cespiti ammortizzabili, e di spesare l’eccedenza in quote costanti nei cinque esercizi successivi a quello in cui i costi sono stati sostenuti.

Il D.L. 16/2012 - Per calcolare il limite di deducibilità annuale dal reddito d'impresa delle spese di manutenzione e riparazione che dal bilancio non risultano imputate a incremento del costo dei relativi beni (perché ordinarie), la consueta percentuale del 5% deve essere moltiplicata solo per il “costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili”, risultanti “all'inizio dell'esercizio” nel registro dei beni ammortizzabili.
Non vanno più considerati, infatti, quelli “acquisiti nel corso dell'esercizio, compresi quelli costruiti o fatti costruire”, i quali potranno aumentare la base imponibile per il calcolo del 5%, dall'anno successivo all'acquisto e per il loro importo pieno. In passato, il loro costo di acquisizione poteva rilevare solo “in proporzione alla durata del possesso” da parte dell'impresa. Tale modifica decorre dal periodo d’imposta in corso al 29.04.2012 (data di entrata in vigore della legge di conversione).

I beni in Leasing - Il trattamento fiscale delle spese di manutenzione e riparazione su beni di terzi non è disciplinato da alcuna disposizione specifica.
Risulta, quindi, applicabile la medesima disciplina rilevante ai fini civilistici in base alla quale:
• le spese che esauriscono la loro utilità nell'esercizio di sostenimento sono integralmente deducibili nell'esercizio stesso;
• mentre quelle che producono utilità per più esercizi devono essere ripartite nel tempo secondo il principio della competenza, e non secondo il criterio indicato dall'art. 2426, punto 5) del c.c. che prevede un periodo di ammortamento non superiore a cinque anni.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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