giovedì, 24 luglio 2014

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8 maggio 2013

IVAFE: i chiarimenti del Fisco

Circolare “omnibus” n.12/E del 3 maggio 2013

La Legge di Stabilità 2013 ha apportato alcune modifiche alle disposizioni fiscali relative all’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE), introdotta dall’art. 19, co. da 13 a 23, del c.d. Decreto Salva Italia.
L’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito nella Circolare “omnibus” n. 12/E/2013.

Decorrenza e versamento dell’imposta – L’IVAFE è dovuta con riferimento al periodo di imposta 2012 e non più del 2011, come era originariamente stabilito. I versamenti effettuati per l’anno 2011, in conformità al Provv. del 5 giugno 2012, si considerano effettuati in acconto della relativa imposta dovuta per il 2012.
Pertanto entro il prossimo 17 giugno 2013 il contribuente dovrà effettuare l’eventuale versamento a conguaglio.
Considerato, poi, che il versamento avviene secondo le modalità di versamento previste per l’IRPEF, quindi anche in acconto, entro il prossimo 17 giugno 2013 è previsto, oltre al saldo per il 2012, anche il versamento del primo acconto per il 2013.
Il secondo acconto deve essere eseguito entro il 30 novembre 2013.

Modifiche specifiche all’IVAFE - L’applicazione dell’IVAFE in misura fissa, attualmente di euro 34,20, pari a quella prevista dall’art. 13, co. 2-bis, lett. a), della Tariffa allegata al D.P.R. n. 642 del 1972, riguarda ora tutti i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti all’estero da soggetti residenti in Italia e non è più limitata a quelli detenuti in Paesi dell’Unione europea o aderenti allo Spazio Economico Europeo che consentono un adeguato scambio di informazioni (Islanda e Norvegia).
Prima delle modifiche in commento, per le attività detenute in Paesi diversi da questi ultimi, l’imposta era, invece, generalmente dovuta in misura proporzionale.
In sostanza, quindi, con la modifica operata dal co. 518 dell’art. 1 della Legge di Stabilità 2013, viene equiparato il trattamento fiscale dei conti correnti e dei libretti di risparmio ai fini dell’IVAFE con quello previsto dall’imposta di bollo di cui all’art. 13 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 642/72.
Su tali attività finanziarie si applica, dunque, la stessa misura di imposta a prescindere dal luogo di detenzione delle stesse da parte dei soggetti che sono fiscalmente residenti in Italia, evitando una potenziale restrizione alla libera circolazione dei capitali di cui all’art. 63 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (T.U.F.E.).
L’amministrazione rinvia al paragrafo 2.4.1. della richiamata circolare n. 28/E per le modalità di applicazione dell’IVAFE in misura fissa sui conti correnti e libretti di risparmio detenuti all’estero.

Esempio pratico di calcolo e di compilazione di Unico PF - In riferimento alle novità apportate dalla legge di stabilità in commento, al fine di semplificare le modalità di compilazione del modello Unico PF2, quadro RM, si propone un esempio che chiarisce in modo univoco che il calcolo del limite di 5.000 euro in presenza di più conti correnti o libretti di risparmio tenuti presso lo stesso intermediario va effettuato:
a) sommando il valore medio di giacenza di tutti i conti;
b) considerando solo la quota di possesso e a nulla rilevando il periodo.
In particolare, in presenza di tre conti presso il medesimo intermediario:
- conto A: possesso 100% , periodo (365 giorni), valore medio 2000 euro;
- conto B: possesso 50%, periodo (365 giorni), valore medio 5000 euro (valore medio pro quota 2500);
- conto C: possesso 25%, periodo (100 giorni), valore medio 4000 euro, valore medio pro quota 1000).
Il valore medio di giacenza annua è pari a 2000 + 2500 + 1000, ossia 5500 euro.
Il valore medio di giacenza complessivo è superiore a 5.000 euro, pertanto l’imposta è dovuta.
In questo caso il contribuente, nel modello UNICO PF 2013, dovrà compilare tre distinti righi del quadro RM, sezione XV-B, calcolando per ogni rigo la relativa imposta in relazione al periodo e alla quota di possesso riportando:
- in colonna 1 il valore medio di giacenza annua, ovvero 5.500 euro (in tutti e 3 righi);
- in colonna 2 la quota di possesso (100 nel primo rigo del modulo 1), (50 nel secondo rigo del modulo 1), (25 nel primo rigo del modulo 2);
- in colonna 3 il periodo (365 nel primo rigo del modulo 1), (365 nel secondo rigo del modulo 1), (100 nel primo rigo del modulo 2);
- in colonna 4 l’imposta calcolata (34 nel primo rigo del modulo 1), (17 nel secondo rigo del modulo 1), (2 nel primo rigo del modulo 2);
- la colonna 7 deve essere barrata in tutti e tre i righi.
Dopo avere calcolato l’imposta dovuta per ogni rigo (colonna 6 = colonna 4 – colonna 5), si dovrà riportare il totale imposta dovuta (sommando gli importi determinati nella colonna 6 di tutti i righi compilati della sezione XV-B di entrambi i moduli) nel rigo RM35 colonna 1.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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