venerdì, 25 aprile 2014

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2 gennaio 2013

IVA: le nuove regole da gennaio 2013

L’originario DL 11 dicembre 2012, n.216 recante «Disposizioni urgenti volte a evitare l'applicazione di sanzioni dell'Unione europea», anche detto DL Salva - infrazioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 288 dell'11 dicembre 2012, che recepisce le nuove regole sulla fatturazione, contenute nella Direttiva Ue 2010/45, c.d. “Direttiva Fatturazione”, è stato inserito all’interno del testo della Legge di stabilità 2013 dai commi 324 a 335 dell’art.1.

Una parte della norma comunitaria è stata, in realtà, anticipata già con la legge di conversione del Decreto Sviluppo (DL n. 83/2012), avente ad oggetto l'Iva per cassa: regime adottabile dal 01 dicembre 2012, in quanto una legge sul punto, già in vigore al 31 dicembre 2012, consente di evitare la procedura relativa al passaggio dalla soglia ordinaria di 500.000 euro a quella massima adottata nel nostro ordinamento di 2 milioni.

Le novità, che diventeranno operative dal 1º gennaio 2013, incideranno in alcuni casi su comportamenti consolidati e, in altri, su prassi solo di recente, e con fatica messe a regime, come per le regole sul momento di effettuazione delle prestazioni in ambito internazionale, in vigore dal 17 marzo 2012.
Le novità, in linea con i dettami dell'Ue, muovono secondo due direttrici: intervengono tanto sulle ordinarie regole di fatturazione e sui relativi adempimenti, quanto sulla specifica disciplina della fatturazione elettronica, destinata nel breve periodo a sostituire la modalità cartacea.
Non solo ma il legislatore ha adottato una tecnica specifica che comporta la modifica dei principali testi legislativi:
- DPR n.633 del 26 ottobre 1972 (normativa IVA italiana);
- D.L. n.331 del 30 agosto 1993 (normativa IVA comunitaria)

Disciplina interna - Per quanto riguarda la disciplina IVA italiana, il comma 325 dell’art. 1 della Legge di stabilità 2013 (ex art. 1, co.2 del D.L. n.216/12) stabilisce la modifica di diverse disposizioni del DPR n.633/72, tra cui le seguenti:
- art.13, co.4 (base imponibile);
- art.17, co.2 e 5 (soggetti passivi);
- art.20, co.1 (volume d’affari);

Base imponibile (art. 13 comma 4 del DPR 633/72) - L’articolo 1, co.325 della Legge di Stabilità 2013 riformula l’art.13, co.4 del DPR n.633/72 e per le operazioni intracomunitarie l’art.43 del D.L. n.331/93. Ai fini della determinazione della base imponibile, i corrispettivi dovuti e le spese e gli oneri sostenuti in valuta estera sono computati secondo:
- il cambio del giorno di effettuazione dell’operazione;
- o, nel caso di omessa indicazione nella fattura, del giorno di emissione della fattura;
- in mancanza, il calcolo è eseguito sulla base della quotazione delgiorno antecedente più prossimo.
La conversione in euro, per tutte le operazioni effettuate nell’anno solare, può essere fatta in virtù del tasso di cambio pubblicato dalla BCE: non è, pertanto, necessaria una specifica comunicazione all’Amministrazione Finanziaria.

Soggetti passivi (art.17 co.2 e co. 5 del DPR 633/72) - L’articolo 1, comma 325 della Legge di Stabilità 2013 (ex art.1 co.2, lett. b) del D.L. n.216/12) modifica l’art.17 del DPR n.633/72 in due parti, apportate le seguenti modificazioni:
- al comma 2 è confermato il principio generale, secondo cui gli obblighi relativi alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residenti, nei confronti di soggetti passivi ivi stabiliti, sono assolti dai cessionari o committenti. La novità è rappresentata dalla previsione che, nel caso di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione Europea, il cessionario o committente adempie gli obblighi di fatturazione e registrazione di cui agli artt. 46 e 47 del D.L. n.331/93. L’attuale formulazione dell’art.17, co. 2, secondo periodo del DPR n.633/72 dispone, invece, che, nell’ipotesi di prestazioni di servizi di cui all’art.7-ter, rese da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione Europea, il committente assolve i predetti obblighi.
- al comma 5 è inserito l’obbligo di esposizione, nella fattura emessa dal cedente senza addebito dell’imposta, dell’annotazione “inversione contabile”, derubricando ad eventuale l’indicazione del riferimento normativo.

Volume d’affari (art.20 co. 1 del DPR 633/72) - L’articolo 1 comma 325 della Legge di Stabilità 2013 (ex art. 1, co. 2, lett. c) del D.L. n.216/12) rivede significativamente il sistema delle esclusioni dal computo del volume d’affari di cui all’art.20, co.1, primo periodo, del DPR n.633/72. Viene, quindi, confermato il principio di irrilevanza nella determinazione del Volume d’affari:
- dei passaggi di beni tra attività separate (art.36, co.5, del Decreto Iva)
- e delle cessioni di beni ammortizzabili, precisando, però, che rientrano anche le voci B.I.3) e B.I.4) dello Stato patrimoniale attivo di cui all’art.2424 c.c. (diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno, concessioni, licenze, marchi e diritti simili), in luogo dell’attuale formulazione che citata, invece, l’art.2425, n.3) c.c., ovvero i lavori in corso su ordinazione;
- è stata soppressa l’esclusione, introdotta dall’art.1, co.1 del D.Lgs. n.18 dell’11/02/10, delle prestazioni di servizi rese a soggetti stabiliti in un altro Paese UE, non soggette all’imposta ai sensi dell’art.7-ter del DPR n.633/72. Tali operazioni non rilevano, tuttavia, ai fini dell’acquisizione dello status di esportatore abituale, in virtù della modifica che il Decreto “Salva infrazioni” e la Legge di stabilità 2013 opera sull’art.1, co.1, lett. a) del D.L. n. 746/83.

Il decreto, dunque, modifica in senso estensivo il concetto di volume d'affari, in cui confluiscono sia i servizi generici sia non generici e le cessioni di beni fuori campo per carenza del requisito territoriale. Ne risultano influenzati (in negativo) tutti gli istituti dell'Iva che prendono in considerazione tale grandezza (compreso il regime dell'Iva per cassa), tranne il plafond, per il quale, in conformità a quanto suggerito su queste pagine in occasione della consultazione lanciata a settembre dalle Finanze, il legislatore ha escluso le operazioni non territoriali dal denominatore del rapporto di cui al Dl 746/83.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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