sabato, 26 luglio 2014

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13 settembre 2012

Interessi sui rimborsi del Fisco

Cassazione Tributaria, sentenza n. 15246 del 12 settembre 2012

Gli interessi dovuti per il ritardo nel rimborso delle imposte dirette, a differenza degli ordinari interessi che, in quanto frutti civili, si acquistano di giorno in giorno, vengono a maturare, per ogni semestre intero, escluso il primo, con decorrenza dalla data di versamento e fino a quella dell’ordinativo di pagamento.

La sentenza. E’ l’interessante chiarimento contenuto nella sentenza numero 15246/12, pubblicata ieri, dalla Corte di Cassazione.

Il caso. La Sezione Tributaria ha accolto il ricorso del Fisco, ritenendo errata l’impugnata sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, che aveva dato ragione alla società contribuente, circa l’entità degli interessi sulla sorte capitale spettante alla medesima, a titolo di restituzione della maggiore imposta IRPEG e ILOR, rispetto agli importi effettivamente dovuti.

Le osservazione della Corte. Ebbene, avallando le tesi dell’Agenzia delle Entrate, gli Ermellini hanno affermato che il diritto agli interessi maturi al compimento di ogni singolo semestre, escluso il primo, ed al tasso vigente a tale momento. Quindi, il tasso legale al quale occorre fare riferimento per la liquidazione degli interessi sulla restituzione della maggiore imposta pagata, “è quello vigente - in forza dei decreti ministeriali emessi in materia - al momento in cui viene a scadenza ciascun singolo semestre, giacche è solo in tale momento che il diritto alla percezione di detti interessi viene a maturare a favore del contribuente”. Infatti, l'art. 44 D.P.R. 602 del 1973 - nel prevedere il tasso di interesse (modificato di volta in volta da successivi e periodici decreti ministeriali) sulla restituzione di somme versate, a titolo di imposte dirette, in eccedenza a quanto effettivamente dovuto per il periodo in considerazione – stabilisce che il contribuente ha diritto alla corresponsione di tale interesse “per ognuno dei semestri interi, escluso il primo”, ricompresi tra la data del versamento e quella dell'ordinativo con il quale venga, in concreto, effettuata la restituzione della maggiore imposta versata.
A parere della Corte, la suddette conclusione troverebbero ulteriore conferma nel fatto che l’art. 1 della L. 29 del 1961 – seppur dettato in tema d’imposte indirette - può essere considerato alla stregua di una norma contenente una previsione generale in materia di interessi da corrispondere nell’ambito dei rapporti tributari – “stabilisce che sulla sorte capitale dovuta dall’Erario al contribuente a titolo di restituzione d’imposte e tasse, spettino al medesimo gli interessi moratori da computarsi ogni semestre compiuto”. Dal che è del tutto evidente che la normativa che regola la materia tende ad ancorare il diritto alla percezione degli interessi sulle somme dovute dal Fisco “a titolo di rimborso d’imposta, e la loro misura, a quanto normativamente stabilito al riguardo, al momento della scadenza di ciascun simile semestre”.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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