mercoledì, 01 ottobre 2014

Stampa notizia

28 marzo 2012

Gli studi di settore salvano le società di comodo

La non applicazione della disciplina si applica anche alle società in perdita

Calcolatrice Contabilità Studio Professionista 150x150
Premessa – Per le società che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi d’imposta consecutivi l’applicazione della normativa sulle società di comodo (prevista dal comma 36-decies, del decreto legge n. 138 del 2011) non avviene qualora la società risulti congrua e coerente agli studi di settore. Lo precisa l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 8 del 16 marzo scorso.

Società in perdita - Con la Manovra - bis, in sede di conversione in legge del decreto (D.L. 135/2011 conv. con modif. in L. 148/2011) è stato previsto l’allargamento della disciplina sulle società di comodo alle società che in un triennio conseguono esclusivamente perdite fiscali ovvero che, sempre in un triennio, conseguono perdite in due periodi d’imposta e dichiarano un reddito inferiore a quello minimo, nell’altro. Tali soggetti, a decorrere dal periodo d’imposta successivo al triennio di riferimento, cioè dal quarto periodo, a prescindere dalla verifica di operatività per detto periodo, si presumono ‘‘non operativi’’, quindi sono tenute ad applicare le regole di determinazione del reddito minimo.

Società di comodo e studi di settore
– Per la non applicazione della normativa sulle società di comodo, la legge 244/2007 ha ampliato le fattispecie che danno diritto all'esclusione automatica prevista per le società di comodo introducendo 5 nuove fattispecie. Di queste, una riguarda direttamente proprio le società che sono interessate dall'applicazione degli studi di settore. Sono infatti escluse dall'applicazione dell'articolo 30 della legge 724/1994 le società che sono congrue e coerenti ai fini dell'applicazione degli studi di settore. In merito alla portata applicativa della causa di esclusione, le Entrate sono intervenute con la circolare 9/E del 2008 chiarendo che ai fini della causa di esclusione rileva anche la congruità ottenuta per effetto dell'adeguamento in dichiarazione e, inoltre, che la condizione di esclusione deve essere verificata nel solo esercizio di riferimento e non anche nel triennio utilizzato per il calcolo dei ricavi nel test di operatività.

Studi di settore e società in perdita – Di fronte a tale panorama legislativo ci si chiedeva se tale causa di esclusione dall’applicazione della normativa delle società di comodo (congruità e coerenza agli studi di settore) si potesse applicare anche alle “nuove” società non operative, cioè alle società in perdita per tre esercizi.

Circolare n. 8 del 16.3.2012 – A rispondere a tale domanda ci ha pensato l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 8 del 16.3.2012 nella quale è stato precisato che “si ritiene che nei confronti della società che presenta dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi d’imposta consecutivi, non potranno applicarsi, con riferimento ai periodi d’imposta in cui la società stessa risulti congrua e coerente ai fini degli studi di settore, le disposizioni sulle società di comodo, di cui all’articolo 30 della legge del 23 dicembre 1994 n. 724”. L’Agenzia ha quindi previsto che le disposizioni sulle società di comodo non si applicano ai soggetti che risultino (nel periodo 2012) congrui e coerenti con gli studi di settore, nonostante siano state dichiarate perdite nel triennio precedente.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Per inserire i vostri commenti dovete registrarvi.

 

Video del Giorno

La nuova Rassegna Stampa Video
a cura di Sergio Gamberale

VIDEO DEL GIORNO - 01 OTTOBRE 2014

Vai all’Archivio