giovedì, 28 agosto 2014

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14 dicembre 2012

Cessione studio professionale: profili fiscali

L’analisi dei profili fiscali relativi alla cessione dello studio professionale rende necessario distinguere prima e dopo l’entrata in vigore del D.L. 223/2006 (c.d. decreto Bersani – Visco).

Infatti, prima dell’entrata in vigore del D.L. 223/2006:
- non era prevista alcuna forma di tassazione per le plusvalenze patrimoniali realizzate a seguito della cessione dello studio professionale;
- i corrispettivi connessi all’avviamento professionale erano qualificati dall’Amministrazione Finanziaria come redditi diversi derivanti "dall'assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere" (R.M. 108/E/2002); di contro, la giurisprudenza negava la tassazione di tali redditi in assenza di una specifica previsione legislativa.

Il D.L. 223/2006 - Con l’entrata in vigore dell’articolo 36, D.L. 223/2006, sono stati introdotti l’articolo 1 – bis, 1 – ter e 1 – quater all’articolo 54 del Tuir, che disciplinano rispettivamente:
- la rilevanza e le modalità di determinazione di minusvalenze e plusvalenze patrimoniali;
- l’assoggettamento a tassazione dei corrispettivi ricevuti a seguito della cessione della clientela o di altre attività immateriali.

A seguito della riforma citata, la cessione dello studio professionale genererà:
- plusvalenze imponibili e minusvalenze deducibili per la cessione di beni strumentali (art. 54, co. 1 –bis, 1 – bis 1) determinate come la differenza, positiva o negativa, tra il corrispettivo o l'indennità percepiti e il costo non ammortizzato ovvero, in assenza di corrispettivo, in base al valore normale (art. 54, co. 1 – ter);
- la tassazione dei corrispettivi per la cessione dell’avviamento professionale (art. 54, co. 1 – quater).

La tassazione separata - Sempre con il Decreto Bersani – Visco del 2006 viene introdotta la lettera g – ter), nell’articolo 17, co. 1, Tuir, il quale prevede la tassazione separata per i corrispettivi percepiti in relazione alla cessione dell’avviamento professionale, se percepiti in un'unica soluzione.

I dubbi applicativi e la C.M. 11/E/2007 - Il riferimento del Legislatore al temine “unica soluzione” aveva fatto sorgere qualche dubbio applicativo.
Sul tema della tassazione separata la C.M. 11/E/2007 chiarisce che anche se la lettera della norma da ultimo richiamata fa riferimento al pagamento in "un'unica soluzione" si ritiene che il regime di tassazione separata sia applicabile anche nel caso in cui il corrispettivo sia percepito in più rate, ma nello stesso periodo d'imposta.
Dunque, il termina unica soluzione deve essere inteso in senso ampio, ovvero come corrispettivo percepito in un unico periodo d’imposta.

Il conferimento della clientela - La cessione della clientela è un’operazione diversa dal conferimento della clientela.
Infatti, l'Amministrazione Finanziaria ha chiarito con la C.M. 8/E/2009 e la R.M. 177/E/2009, che l'apporto della clientela in occasione dell'ingresso del professionista in uno studio associato (o successivamente), senza corresponsione di compenso, non configura un'operazione fiscalmente rilevante in capo all'associato, indipendentemente dalla circostanza che tale apporto rientri tra i parametri considerati per la fissazione delle quote di partecipazione agli utili.
Autore: Gioacchino De Pasquale

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