giovedì, 30 ottobre 2014

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20 gennaio 2012

Bilanci 2011: salve le imposte anticipate sulle perdite pregresse

Più ampio il recupero delle perdite fiscali con l’eliminazione del limite dei 5 anni

Avvio della chiusura dei conti - Il peggioramento dei conti delle imprese dovuto principalmente alla crisi economica potrà indurre le stesse a iniziare già la fase di chiusura dei conti relativi al 2011, per verificare eventuali situazioni di perdite qualificate che potrebbero richiedere l’intervento dei soci o imporre la liquidazione della società.

Nuova disciplina delle perdite fiscali - Un elemento di notevole semplificazione per la redazione dei bilanci, quest’anno viene dato dalla disciplina delle perdite fiscali introdotta dalla manovra estiva. In particolare, il D.L. 98 del 6 luglio 2011 ha modificato l’articolo 84 del TUIR in riferimento alla soppressione del limite dei 5 anni previsto ai fini della riportabilità delle perdite fiscali pregresse, in riferimento al riporto delle perdite non limitato nel tempo, all’utilizzo della perdita a copertura dell’80% dei redditi prodotti negli esercizi successivi e all’esclusione dalla predetta limitazione, delle perdite derivanti dai primi tre esercizi dalla costituzione della società nell’ambito di una nuova iniziativa.

Nessun limite temporale - Le società possono riportare in avanti le perdite senza più limiti temporali anche se entro l’80% del reddito di ciascun anno. Questa nuova disposizione è applicabile già dall’esercizio 2011 (circolare 53/E 2011) con riferimento ai risultati ancora utilizzabili in tale periodo d’imposta (perdite formate dal 2006 in avanti).

I principi contabili - I principi contabili (OIC 25 par. H.II.) consentono l’iscrizione di attività sulle perdite fiscali (pari al 27% del loro ammontare) quando esiste una ragionevole certezza di ottenere in futuro imponibili capienti per il loro utilizzo e a condizione che le stesse perdite derivino da circostanze che non si ripeteranno negli esercizi seguenti. In particolare, con il vecchio regime il recupero delle perdite richiedeva la dimostrazione che si sarebbero realizzati redditi capienti nei cinque esercizi successivi, adesso con le modifiche apportate dal D.L. 98/2011, è possibile ampliare il periodo temporale su cui ipotizzare il conseguimento di risultati positivi. Ciò rende più semplice realizzare i requisiti richiesti per l’iscrizione degli attivi fiscali. Un analogo impatto sui conti viene prodotto dalla manovra “salva Italia” (decreto 201/2011), in quanto la stessa estende la possibilità (articolo 9) di convertire a certe condizioni le imposte anticipate in crediti d’imposta.

Altre criticità in bilancio - In riferimento alle altre criticità relative ai bilanci in rosso, vi è sicuramente la verifica della continuità aziendale e la corretta valutazione delle attività immateriali e finanziarie. Per la valutazione civilistica dei titoli iscritti nel circolante da parte di società che non adottano i principi Ias/Ifrs, si può applicare, nel bilancio al 31 dicembre 2011, la deroga prevista per 2008, 2009 e 2010 dall'articolo 15 del Dl 185/2008. Il Dm 27 luglio 2011 ha, infatti, esteso ai rendiconti del 2011 la possibilità di non adeguare il valore di iscrizione dei titoli non immobilizzati a quello di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato, se le perdite non hanno carattere durevole. Un altro aspetto dei rendiconti in fase di chiusura riguarda l'adeguamento delle poste in valuta ai cambi di fine esercizio. Per la conversione, che, come ogni anno, non produce effetti fiscali, si utilizzano i tassi di cambio di venerdì 30 dicembre, pubblicati, per le valute principali, nella Gazzetta ufficiale del 7 gennaio.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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