sabato, 20 settembre 2014

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28 dicembre 2012

Acconto Iva: il pagamento in ritardo

L’omesso versamento dell’acconto Iva in scadenza lo scorso 27.12 può essere sanato mediante ravvedimento operoso

Premessa – Passata la scadenza del 27 dicembre chi non avesse pagato l’acconto Iva in scadenza può rimediare pagando in ritardo fruendo del ravvedimento operoso. Le modalità per rimediare sono tre: “ravvedimento brevissimo” entro il 14° giorno (10 gennaio 2013), “ravvedimento breve” entro 30 giorni (26 gennaio 2013), “ravvedimento lungo” entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è commessa la violazione (30 settembre 2013).

Acconto Iva - Giovedì 27 dicembre è scaduto il termine per il pagamento dell’acconto Iva. L’adempimento interessava i contribuenti titolari di partita Iva che esistevano nell'anno 2011 e risultano attivi nell'anno 2012 e che presentano altresì una posizione debitoria relativa all’ultima liquidazione Iva periodica.

Omesso pagamento - Se il pagamento non è stato effettuato nei termini (per dimenticanza o, a maggior ragione, per indisponibilità di risorse finanziarie) il contribuente al momento del pagamento tardivo viene colpito da una sanzione pari al 2% dell’importo non pagato per ogni giorno di ritardo per i primi 14 giorni o al 30% dell’ammontare del tributo da versare per i pagamenti effettuati a partire dal 15 giorno di ritardo.

Ravvedimento operoso – Per evitare l’irrogazione piena della sanzione, il contribuente può rimediare fruendo del ravvedimento operoso, ossia un istituto giuridico che consente al contribuente di regolarizzare spontaneamente l'omessa effettuazione, alle prescritte scadenze, di adempimenti fiscali e versamenti di tributi (in acconto, saldo, periodici, ecc.), sempreché tali omissioni non siano già state rilevate dagli organi di controllo. Tutto ciò avvalendosi di sanzioni ridotte (più gli interessi sulle imposte dovute) in misura variabile alla tempestività dell'effettuazione dell'adempimento o versamento spontaneo, tempestività che può essere di tre tipi: brevissima, breve e lunga.

Ravvedimento brevissimo
- Se la regolarizzazione avviene entro 14 giorni, la sanzione si riduce allo 0,2 per ogni giorno di ritardo (1/10 del 2%). Dunque, chi non ha pagato le imposte entro il 27 dicembre può avvalersi del ravvedimento sprint entro 14 giorni dalla scadenza (cioè entro il 10 gennaio 2013). Ad esempio il contribuente che doveva versare il 27 dicembre un acconto Iva di 100 € e decide di pagarla il 3 gennaio 2013 può pagare una sanzione ridotta dell’1,40% pari a € 1,4.

Ravvedimento breve – Con il ravvedimento breve la sanzione è pari al 3% (1/10 del 30%), il pagamento omesso deve però essere eseguito dal quindicesimo (11 gennaio 2013) entro trentesimo giorno successivo alla scadenza (26 gennaio 2013).

Ravvedimento lungo – Infine rimane il ravvedimento lungo da effettuarsi entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è commessa la violazione (cioè per le persone fisiche entro il 30 settembre 2013). In questo caso la sanzione è dovuta nella misura del 3,75% (1/8 del 30%).
Autore: Redazione Fiscal Focus

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