27 luglio 2012
POCO DI BUONO… A CHI?
A cura di Antonio Gigliotti
Ebbene, sarebbe opportuno premettere che ho qualche pregiudizio sulla classe politica attuale (come avrete chiaramente intuito)… così quando leggo certe battute a dir poco ridicole e prive di senso, il mio pensiero immediato è: “senti da che pulpito arriva la predica!”.
Ma sul caso in questione, che si presenta come fenomeno preoccupante, ritengo opportuno spendere qualche riga e un po’ di minuti del mio tempo.
Innanzitutto il trend delle “esportazioni” di denaro all’estero non va minimizzato e i soggetti che si adoperano in tal senso e in modo non regolare non sono per nulla giustificabili.
La migrazione non tracciata delle risorse finanziarie implica infatti che vi sia una buona fetta di contribuenti che porta fuori dall’Italia i propri risparmi “illegalmente”, sottraendoli alle varie disposizioni normative che regolamentano il trasferimento di denaro all’estero; trattasi spesso del “frutto” dell’evasione fiscale.
Ma la migrazione non è soltanto quella in forma illegale considerato che tanti contribuenti esportano i propri capitali all’estero seguendo le varie disposizioni normative, quindi in forma assolutamente regolare.
A tal proposito, la stessa Bankitalia, di recente ha evidenziato un aumento della fuoriuscita di denaro dai conti correnti italiani.
Ciò detto, tornando alle esternazioni dell’egregio leader politico, vorrei provare a tracciare le possibili motivazioni che possono spingere un soggetto a portare i propri guadagni fuori dai confini italiani. E magari, in maniera contestuale, proporre degli argomenti di dibattito politico più solidi, vista la penuria che certe affermazioni “da stampa” dimostrano esservi tra i volti di sempre dei salotti politici.
Intanto v’è da dire che gli eventi degli ultimi mesi hanno determinato in tutti noi un clima di incertezza e di sfiducia e ciò ha alimentato in misura inevitabile il fenomeno migratorio (certo, per coloro che i soldi da far espatriare li hanno!). In genere, tali soggetti sono alla ricerca di un contesto economico più stabile che possa proteggere i risparmi di una vita, anche alla luce del timore che la politica scellerata dell’Italia degli ultimi anni possa sfociare in una situazione del tutto simile a quella greca.
Accanto a un tale disequilibrio economico si pongono poi i numerosi casi di chiusure o fallimenti aziendali a causa di una pressione fiscale allucinante. Lo stesso direttore generale delle Entrate, Attilio Befera, qualche giorno fa, ha sottolineato che gli oneri tributari per le imprese possono oggi arrivare addirittura al 70% (pensate un po’!). Dato da far paura, alla luce anche del fatto che il Fisco continua a stendere la sua ombra di minaccia quotidiana e costante! Non vi sembrano buone motivazioni?
Ora, è assolutamente deplorevole sottrarre capitali al Fisco e portarli all’estero, ma contestualmente la politica non ha il diritto di compiacersi delle debolezze di un Paese che essa stessa ha defraudato della dignità e dell’orgoglio di appartenere alla “comunità Italia”.
Pertanto, al politicante di turno vorrei ricordare che se ci troviamo in tale situazione non è certamente per colpa dell’operaio o del dipendente che hanno sempre lavorato, ma di una classe politica che negli ultimi decenni si è data poco da fare per la collettività, determinando un livello di spesa pubblica oramai insostenibile.
Per cui i veri “poco di buono” che hanno convogliato all’estero (o chissà dove) ingenti risorse economiche di “proprietà” dello Stato italiano, sottraendole illegalmente ai vessati e onesti cittadini, sono proprio alcuni ambigui colleghi del politico di cui sopra. Magari non appartengono alla medesima corrente ideologica, ma per queste cose, si sa, badare al colore è solo un valore aggiunto di scarsa utilità!
Perciò io mi chiedo: che fine hanno fatto questi soldi? Ebbene, in attesa di una risposta soddisfacente, non posso che constatare amaramente che i veri “poco di buono” sono proprio questi signori. E non uso epiteti più forti non per il rispetto che nutro per siffatti personaggi, quanto per quello che ho nei vostri confronti, cari lettori e colleghi.
Ormai è sempre più evidente che tutto ciò che dicono i nostri politici finisce con il ritorcersi proprio contro di loro.
Francesco Termini27/07/2012
L'ABC di chiunque intenda investire i prorpi soldi, cercando di minimizzare il rischio, è la diversificazione. Diversificare significa trovare scelte di investimento che possano nei momenti di crisi minimizzare le perdite e nei momenti di rilancio dell'economia (non parliamo qui degli speculatori) accrescere i guadagni. Se qualcuno ritenendo un Paese più sicuro del ns., vi investe legalmente i propri risparmi (per usare un eufemismo).
Qualche anno fa abbiamo accolto il Trattato di Maastrcht come la panacea per gli affanni Europei. Il Tattato di Maastrichtr e l'Accordo di Schengen (cui l'Italia è stata tra i primi aderenti) dovevano porre le basi per creare la nuova Europa, capace di competere con gli USA in qualunque mercato. Ci siamo, inoltre, affannati, con un cambio improvvido, ad entrare nella mometa comune perchè sarebbe stata la soluzione per la ns economia. Tutto questo perchè: perchè il mercato oramai era globale e se noi fossimo rimasti soli e piccoli saremo stati destinati al fallimento. Ora a 20 anni di distanza da Mastricht e a più da Schengen, ci accorgiamo che forse saremo destinati al fallimento (tanto che qualcuno paventa addirittura il ritorno alla lira). Dunque questi 20 anni a cosa sono serviti? Il Parlamento Europeo ha una valenza a dir poco ridicola. L'Unione Europea non è mai esistita se non per ingrassare le tasche di quanche politicante che non essendo in grado di essere eletto in Italia tenta quella strada. La BCE, fino all'altro ieri nessuno sapeva che esistesse; a dir la verità solo Draghi la stà facendo uscire dal torpore in cui era caduta dalla sua istituzione. Ma allora, forse, si è sbagliato tutto. Prima si dipendeva dal marco ora dalla Merkel (già l'assonanza incute qualche dubbio). L'America ci snobbava prima e ci snobba ancora. I ns politici (forse parlare di politici è usare una parola grossa) epigoni erano prima e epigoni sono ora. L'Usbergo che doveva fornirci l'UE non ha retto alla pressione della realtà: siamo una nazione da terzo mondo. Qualcuno ci ha definito come il nord dell'Africa: forse è proprio vero.
Emilio Castelli27/07/2012
Caro Direttore e Collega, non aggiungo una "virgola" al Tuo editoriale, preciso, esaustivo e alquanto attuale.
E' solo la pura verità e come tale non può non essere condivisa.
Cordiali saluti.
Emilio Castelli
ODCEC Como
LUCA SALVADORI27/07/2012
Carissimo Antonio, non voglio commentare le tue sacrosante parole, ma voglio manifestarti ora e subito la profonda indignazione e la feroce rabbia che si sono scatenate nell'apprendere che i termini per l'invio del Mod.770 sono slittati al 20 Settembre 2012.
BISOGNA FARLA FINITA ! DIRE BASTA A QUESTA ENNESIMA PRESA PER IL CULO (non mi autocensuro) COSì NON SI PUO' ANDARE AVANTI TROPPE VITE LAVORATIVE, TROPPE PRESSIONI ARTERIOSE E STILI DI VITA DIPENDONO DALLA TOTALE INEFFICIENZA DELL'AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA .
Credo sia l'ora di passare concretamente alle vie di fatto giuridiche, sindacali ed informative.
Oggi il Sole apriva l'articolo dicendo "meglio tardi che mai" , l'inciso si commenta da sè: e questa sarebbe la "stampa specializzata di riferimento", una cosa a dir poco collusiva..................
Lascio a te lo spunto per uno dei tuoi editoriali.
Ciao vado a fare le ultime dichiarazioni dei redditi e a leggere il "regime premiale" manco fossero assassini ergastolani i contribuenti dotati di partita Iva che fanno caffè e vendono cornetti.
Luca Salvadori Indignato Commercialista in Roma
GIAN MARCO BOCCANERA27/07/2012
Quando si capirà che i soldi dovranno rimanere (un pò di più) nei territori dove la ricchezza che essi esprimono è stata prodotta e non prendere la via delle Caverne di AliBabà? L'opinione pubblica sta radicando la convinzione che le risorse prodotte dal Paese non debbano essere riesportate all'estero, ma investite nelle stesse aree territoriali che le hanno generate e nel cui circuito vanno reimmesse.
Abbiamo oggi 210mila miliardi di dollari di soldi detenuti nei paradisi fiscali, come è compatibile questo aspetto con la situazione di crisi mondiale che nasce proprio dalla Finanza e dalla logica sottrattiva rispetto alle necessità collettive?
Gian Marco Boccanera , dottore commercialista in Roma.
obiettivi di vita?
grazia maltinti27/07/2012
Buongiorno Direttore
Quoto in pieno le tue parole!!!
Ormai la nostra classe politica è completamente da rottamare. I politici (ed anche i tecnici!) non si rendono conto di quello che accade nel paese, parlano di crisi economica senza avere la più pallida idea di cosa realmente sia. Altrimenti non si spiegano certe affermazioni di politici di alto rango (o che vorrebbero essere tali) che ci vogliono far credere che il Paese ha come necessità principale la modifica della legge elettorale!!!
Non la pressione fiscale, la crisi sempre più dilagante, il default dello stato italiano..... No! Occorre cambiare la legge elettorale!!!






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