giovedì, 02 ottobre 2014

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4 settembre 2013

Errori contabili: il trattamento previsto nell’OIC 29

Accade spesso che nel corso dell’esercizio, ovvero durante la successiva preparazione del bilancio, possono essere rinvenuti errori commessi nella redazione del bilancio di uno o più esercizi precedenti. La presenza di errori contabili potrebbe avere, in taluni casi, effetti di notevole rilevanza fino a rendere lo stesso bilancio inattendibile.

L’OIC 29 - Il trattamento degli errori contabili non è espressamente disciplinato dal Codice civile.
Tale lacuna è colmata dalla prassi contabile e, in particolare, dalla prassi contabile nazionale nel principio contabile OIC 29.
Il principio contabile OIC 29 definisce errore contabile la mancata o impropria applicazione dei principi contabili. Tuttavia, si può parlare di errore solo se al momento dell’errata rilevazione erano disponibili tutte le informazioni e gli elementi necessari al corretto trattamento contabile dell’operazione effettuata.
La definizione fornita dal principio contabile fa sì che si debba prestareparticolare attenzione nel non confondere gli errori con i cambiamenti di stima che, invece, si rendono necessari nel momento in cui divengono note ulteriori informazioni non presenti al momento di effettuazione della stima.

La qualificazione dell’errore - L’OIC 29 distingue gli errori contabili in due categorie:
- errori determinanti: incidono sull’attendibilità del bilancio d’esercizio;
- errori non determinanti: non incidono sull’attendibilità del bilancio d’esercizio.

Al fine di qualificare l’errore, il principio contabile OIC 29 sancisce che NON è possibile stabilire a priori delle condizioni standard. Ciò deriva dal fatto che anche errori quantitativamente irrilevanti possono produrre effetti rilevanti.
La qualificazione dell’errore e il corretto trattamento da adottare rendono necessario effettuare:
- un’analisi temporale, ovvero in relazione al momento di individuazione dell’errore contabile (prima o dopo la chiusura dell’esercizio);
- un’analisi sugli effetti dell’errore, distinguendo a seconda che l’errore influisca sul risultato economico dell’esercizio di riferimento o riguardi esclusivamente poste patrimoniali.

L’individuazione dell’errore prima della chiusura dell’esercizio - Nel caso in cui l’errore venga individuato prima della chiusura dell’esercizio non sorgono particolari profili di criticità in merito all’attendibilità del bilancio né in merito alla determinazione delle imposte dovute ad eccezione del caso in cui l’errore abbia comportato la liquidazione dell’Iva in misura inferiore al dovuto ovvero il mancato versamento entro i termini di legge di una ritenuta d’acconto.
Nella fattispecie in esame la correzione dell’errore potrà avvenire semplicemente mediante una scrittura di rettifica di segno opposto a quella sbagliata.

L’individuazione dell’errore dopo la chiusura dell’esercizio
- Nel caso in cui l’errore venga individuato successivamente alla chiusura dell’esercizio si dovrà prestare particolare attenzione alla sua qualificazione.
Qualora l’errore non sia determinate, si potrà operare, così come suggerito dall’OIC 29, la correzione dell’errore nell’esercizio stesso in cui l’errore viene scoperto tramite la rettifica della posta patrimoniale che a suo tempo fu interessata dall’errore, con contropartita alla voce “proventi ed oneri straordinari - componenti di reddito relativi ad esercizi precedenti”. Stesso trattamento nel caso in cui l’errore si rilevi determinate, tranne nei rari casi in cui la delibera di approvazione del bilancio risulti nulla o annullabile e, conseguentemente, si dovrà procedere a redigere nuovamente il bilancio interessato dall’errore e quelli successiviInoltre, in considerazione della rilevanza che caratterizza un errore determinante ma che non renda inattendibile il bilancio, nella nota integrativa se ne dovrà dare completa informativa.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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