4 giugno 2012
Sisma: quando il lavoro è solidale
Un’agenzia del lavoro paga gli operai predisposti al riordino del formaggio danneggiato
I danni sui quali ricostruire - Non c’è lavoro per molti giovani italiani, le statistiche degli ultimi giorni lo dimostrano. La crisi economica si sta abbattendo sul nostro Paese in maniera davvero dirompente, assottigliando sempre di più le risorse e le opportunità d’impiego. All’instabile mercato del lavoro va ad aggiungersi, negli ultimi giorni, l’aggravarsi della situazione economica nei circuiti produttivi delle regioni colpite dal sisma, in particolare per quel che concerne la filiera agroalimentare. Tant’è che l’immagine delle forme di parmigiano ammassate le une sulle altre propongono un’effettiva prova di quanti danni abbia prodotto il sisma. Ma su quei danni si può iniziare a ricostruire e da quel formaggio accalcato si può tracciare uno spiraglio per alcuni giovani in cerca di lavoro. Certo, non sarà una sistemazione definitiva, ma per il momento riuscirà a tamponare una mancanza grave d’occupazione. Di che si tratta? Ebbene, quelle forme di parmigiano hanno bisogno di qualcuno che se ne occupi e a tal proposito un’agenzia del lavoro ha deciso di convogliare a questo compito sei di giovani disoccupati.
L’iniziativa solidale - La sede centrale dell'agenzia per il lavoro Openjobmetis ha deciso di impiegare per un mese, presso un’azienda produttrice di Grana e del Parmigiano Reggiano colpita dal sisma, circa sei lavoratori che presteranno attività lavorativa a tempo pieno per un mese e i cui costi di retribuzione verranno interamente assorbiti dalla stessa Openjobmetis. I sei operai avranno il compito di riordinare, assistere e sistemare le forme di parmigiano e di grana danneggiate dal terremoto e saranno messi pertanto a disposizione dell’azienda produttrice di uno dei prodotti simbolo della filiera agroalimentare italiana.
Da cosa nasce l’iniziativa – L’iniziativa nasce da una richiesta d’aiuto. In sostanza, originariamente il Caseificio Sociale La Cappelletta di San Possidonio, in provincia di Modena, si era rivolto alla suddetta agenzia per il lavoro al fine di richiedere delle unità operative da utilizzare per mettere ordine nei magazzini che avevano subito non pochi disagi a causa delle ripetute scosse. “Abbiamo pensato di fare qualcosa di concreto e allo stesso tempo di molto semplice – ha spiegato Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis - Quando il Caseificio La Cappelletta ci ha chiamati per chiederci di inviargli persone che dovevano aiutare nella ripresa delle attività, non ci è sembrato giusto chiedere soldi e 'lucrare' su una situazione così difficile e il gesto di dire 'paghiamo noi' 6 giovani che per un mese (almeno per ora) aiuteranno l'azienda, è stato spontaneo”. Quindi, provvedendo in maniera completa alle rispettive retribuzioni, l’Openjobmetis ha inviato sei operai che avranno il compito di classificare le forme intatte da quelle che purtroppo non lo sono, al fine di permettere una diversa e pur sempre produttiva destinazione. “Abbiamo preso questa decisione consapevoli dell’importanza di quanto anche un piccolo contributo da parte di tutti – ha concluso Rasizza - potrebbe fare la differenza in un momento in cui la solidarietà tra imprenditori può rappresentare un’azione di immediato intervento in attesa che la ‘politica’ decida come intervenire con i tempi che tutti conosciamo”.
L’iniziativa solidale - La sede centrale dell'agenzia per il lavoro Openjobmetis ha deciso di impiegare per un mese, presso un’azienda produttrice di Grana e del Parmigiano Reggiano colpita dal sisma, circa sei lavoratori che presteranno attività lavorativa a tempo pieno per un mese e i cui costi di retribuzione verranno interamente assorbiti dalla stessa Openjobmetis. I sei operai avranno il compito di riordinare, assistere e sistemare le forme di parmigiano e di grana danneggiate dal terremoto e saranno messi pertanto a disposizione dell’azienda produttrice di uno dei prodotti simbolo della filiera agroalimentare italiana.
Da cosa nasce l’iniziativa – L’iniziativa nasce da una richiesta d’aiuto. In sostanza, originariamente il Caseificio Sociale La Cappelletta di San Possidonio, in provincia di Modena, si era rivolto alla suddetta agenzia per il lavoro al fine di richiedere delle unità operative da utilizzare per mettere ordine nei magazzini che avevano subito non pochi disagi a causa delle ripetute scosse. “Abbiamo pensato di fare qualcosa di concreto e allo stesso tempo di molto semplice – ha spiegato Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis - Quando il Caseificio La Cappelletta ci ha chiamati per chiederci di inviargli persone che dovevano aiutare nella ripresa delle attività, non ci è sembrato giusto chiedere soldi e 'lucrare' su una situazione così difficile e il gesto di dire 'paghiamo noi' 6 giovani che per un mese (almeno per ora) aiuteranno l'azienda, è stato spontaneo”. Quindi, provvedendo in maniera completa alle rispettive retribuzioni, l’Openjobmetis ha inviato sei operai che avranno il compito di classificare le forme intatte da quelle che purtroppo non lo sono, al fine di permettere una diversa e pur sempre produttiva destinazione. “Abbiamo preso questa decisione consapevoli dell’importanza di quanto anche un piccolo contributo da parte di tutti – ha concluso Rasizza - potrebbe fare la differenza in un momento in cui la solidarietà tra imprenditori può rappresentare un’azione di immediato intervento in attesa che la ‘politica’ decida come intervenire con i tempi che tutti conosciamo”.





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