27 giugno 2012
Occupazione femminile: dati confortanti ma sotto la media
Dati statistici – Dei 13,5 milioni di lavoratori, lo scorso aprile ne sono diminuiti lo 0,3% rispetto al mese precedente, e se si fa il confronto con il mese di marzo dell’anno scorso, si riscontra un calo dell’occupazione dei lavoratori del 2,3%. Per le donne non vale però la stessa cosa: tra i 9,4 milioni di lavoratrici non si riscontrano grossi cali, ma solo uno 0,2% in meno. Nonostante ciò, il tasso di occupazione femminile è ancora decisamente al di sotto della media stabilita a Lisbona dai Paesi dell’Unione Europea al 60%: la disoccupazione femminile in Italia infatti, si attesta a livelli considerevolmente più alti rispetto a quella maschile.
Ma la situazione non migliora – Nonostante i dati non siano sconfortanti per quanto riguarda l’occupazione femminile, si fa presente che non è comunque facile promuovere l’occupazione della donna per via di mancanze del sistema normativo: è questa la visione – ad esempio – di Emma Bonino, la quale sostiene che il principale messaggio politico deve essere “alleviare quelle contraddizioni che continuano a persistere, nel caso delle donne, tra famiglia e carriera”. Da tenere presente anche che le donne italiane per quanto più scolarizzate degli uomini, tendono a ottenere comunque salari più bassi a parità di mansioni. Infine, un impressionante numero di cui tener conto è quello riguardante le molestie sessuali subite dalle donne italiane sul luogo di lavoro: sono infatti, circa 1 milione e 200 mila.
Situazione del Mezzogiorno – Come in quasi tutte le statistiche, anche in quella che riguarda l’occupazione femminile, il Mezzogiorno d’Italia si distingue per le sue statistiche sconfortanti: si stima infatti che il Sud, per il 62% è caratterizzato da donne inattive, cioè che non cercano più lavoro perché scoraggiate dai sistemi di welfare inesistenti.
E i vari convegni sul tema… – Nei numerosi incontri tenutisi nei giorni passati, c’è stata la possibilità di recepire le dichiarazioni di esponenti della classe politica, i quali – quantomeno a parole – esprimono la loro delusione nei confronti di questo sistema di welfare che sembra non consentire in generale l’occupazione, e in particolare quella femminile e che nemmeno con la nuova riforma in programma vede migliorare la situazione.
Ma la situazione non migliora – Nonostante i dati non siano sconfortanti per quanto riguarda l’occupazione femminile, si fa presente che non è comunque facile promuovere l’occupazione della donna per via di mancanze del sistema normativo: è questa la visione – ad esempio – di Emma Bonino, la quale sostiene che il principale messaggio politico deve essere “alleviare quelle contraddizioni che continuano a persistere, nel caso delle donne, tra famiglia e carriera”. Da tenere presente anche che le donne italiane per quanto più scolarizzate degli uomini, tendono a ottenere comunque salari più bassi a parità di mansioni. Infine, un impressionante numero di cui tener conto è quello riguardante le molestie sessuali subite dalle donne italiane sul luogo di lavoro: sono infatti, circa 1 milione e 200 mila.
Situazione del Mezzogiorno – Come in quasi tutte le statistiche, anche in quella che riguarda l’occupazione femminile, il Mezzogiorno d’Italia si distingue per le sue statistiche sconfortanti: si stima infatti che il Sud, per il 62% è caratterizzato da donne inattive, cioè che non cercano più lavoro perché scoraggiate dai sistemi di welfare inesistenti.
E i vari convegni sul tema… – Nei numerosi incontri tenutisi nei giorni passati, c’è stata la possibilità di recepire le dichiarazioni di esponenti della classe politica, i quali – quantomeno a parole – esprimono la loro delusione nei confronti di questo sistema di welfare che sembra non consentire in generale l’occupazione, e in particolare quella femminile e che nemmeno con la nuova riforma in programma vede migliorare la situazione.





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