16 luglio 2012
Moody’s: Italia scende di tre gradini
L’agenzia di rating spiega i motivi del declassamento notificato venerdì
Il declassamento Moody’s - Nuovo declassamento Moody's per il nostro Paese. Questa infatti è stata la notizia che ha risvegliato il mondo economico e finanziario italiano al mattino dello scorso venerdì. L'agenzia di rating ha tagliato di due punti dei titoli di Stato, che sono pertanto passati da A3 a Baa2 registrando un outlook negativo. Così, mentre il nostro presidente del Consiglio approdava sul suolo statunitense, nella Sun Valley, per convincere i colossi della finanza mondiale a investire nel Belpaese, Moody’s spiegava che a impedire che una tale prospettiva si possa verificare sono gli evidenti “segnali di erosione” che condurranno a “un ulteriore netto aumento dei costi di finanziamento” e a un probabile contagio da parte delle già instabili situazioni spagnola e greca.
Le motivazioni dell’agenzia – Il punto è che secondo Moody’s vi sono anche altre motivazioni alla base del declassamento, tra di queste spicca in maniera pesante ed evidente il “deterioramento delle prospettive economiche nel breve termine”, per fronteggiare il quale a nulla sono valse le manovre dei tecnici al Governo. Il parere è che non v’è dunque scampo alla recessione che appare ormai dietro l’angolo. Pertanto, visto l’outlook negativo, l’agenzia di rating ha deciso di monitorare il nostro Paese, nel quale l’economia va a rilento anche a causa del forte aumento delle norme di austerità. Ciò detto, Moody’s non disconosce l’importanza delle riforme dell’Esecutivo guidato da Monti, ritiene però che esse non siano sufficienti a garantire il risanamento dei conti e il pareggio di bilancio così come stabilito.
Reazioni italiane e Ue – Venerdì, dopo l’annuncio del declassamento, nel nostro Paese si sono levate non poche voci in merito alle dichiarazioni dell’agenzia di rating. Innanzitutto si è espresso il ministro Passera, che ha recentemente chiuso il pacchetto di crescita e sviluppo. “Il giudizio di Moody's è del tutto ingiustificato e fuorviante – ha dichiarato - non tiene conto del lavoro che il nostro paese sta facendo”. Anche per il neopresidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, le stime dell’agenzia di rating sono esagerate, soprattutto per quel che concerne l’industria manifatturiera. “Penso che il nostro paese manifatturiero sia molto più forte di quello che appare nelle valutazioni di Moody's”, ha affermato il leader degli industriali. Contestualmente dall’Ue si lodano le riforme coraggiose del presidente del Consiglio, Mario Monti, definite “impressionanti, se non senza precedenti” dal portavoce di Olli Rehn. Nello stesso tempo si sottolinea l’inappropriatezza del declassamento, nonché la sua discutibilità.
Le motivazioni dell’agenzia – Il punto è che secondo Moody’s vi sono anche altre motivazioni alla base del declassamento, tra di queste spicca in maniera pesante ed evidente il “deterioramento delle prospettive economiche nel breve termine”, per fronteggiare il quale a nulla sono valse le manovre dei tecnici al Governo. Il parere è che non v’è dunque scampo alla recessione che appare ormai dietro l’angolo. Pertanto, visto l’outlook negativo, l’agenzia di rating ha deciso di monitorare il nostro Paese, nel quale l’economia va a rilento anche a causa del forte aumento delle norme di austerità. Ciò detto, Moody’s non disconosce l’importanza delle riforme dell’Esecutivo guidato da Monti, ritiene però che esse non siano sufficienti a garantire il risanamento dei conti e il pareggio di bilancio così come stabilito.
Reazioni italiane e Ue – Venerdì, dopo l’annuncio del declassamento, nel nostro Paese si sono levate non poche voci in merito alle dichiarazioni dell’agenzia di rating. Innanzitutto si è espresso il ministro Passera, che ha recentemente chiuso il pacchetto di crescita e sviluppo. “Il giudizio di Moody's è del tutto ingiustificato e fuorviante – ha dichiarato - non tiene conto del lavoro che il nostro paese sta facendo”. Anche per il neopresidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, le stime dell’agenzia di rating sono esagerate, soprattutto per quel che concerne l’industria manifatturiera. “Penso che il nostro paese manifatturiero sia molto più forte di quello che appare nelle valutazioni di Moody's”, ha affermato il leader degli industriali. Contestualmente dall’Ue si lodano le riforme coraggiose del presidente del Consiglio, Mario Monti, definite “impressionanti, se non senza precedenti” dal portavoce di Olli Rehn. Nello stesso tempo si sottolinea l’inappropriatezza del declassamento, nonché la sua discutibilità.





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