31 gennaio 2012
Anticrisi a suon di Scec
Di cosa si tratta - Si chiamano Scec e sono molto giovani, neanche cinque anni giusti di vita e probabilmente aiuteranno a sollevare il peso quotidiano inflitto alle famiglie medie dalla crisi incalzante. Sono venuti alla luce nel maggio del 2007 all’ombra del Vesuvio, partoriti dall’associazione Masaniello che più tardi istituì la rete “ArcipelagoScec”. ‘Solidarietà che Cammina’, questo lo slogan del quale è acronimo Scec, il cui circuito oggi conta all’incirca tremila aziende. L’Arcipelago altro non è che un accordo stipulato tra singoli cittadini, aziende commerciali, agricole e artigiane, categorie professionali e Enti locali. Sulla base di tale patto, tutti i soggetti che entrano nel circuito si pongono come obiettivo l’incremento dello scambio di beni e servizi sul cui costo reale si applica una percentuale di sconto ricoperta proprio dagli Scec.
Equivalenze e circolazione degli Scec – Uno Scec vale un euro, né di più, né di meno. Uno sconto pari a dieci Scec, dunque, è uno sconto di dieci euro. La singolarità negli acquisti tramite Scec sta però nel fatto che queste “banconote” non possono essere convertite in moneta. La percentuale di sconto che il venditore, produttore o ente che eroga servizi intende applicare è pattuita al momento della sua entrata nell’Arcipelago e in maniera del tutto libera. Generalmente questo sconto è compreso tra il 5 e il 30% del prezzo reale del bene o del servizio. Chiunque sottoscriva la propria partecipazione alla rete, sia esso commerciante o acquirente, riceve un totale di 100 Scec che si impegnerà a far circolare, o meglio a far camminare come dice proprio lo slogan originario, vale a dire “Solidarietà ChE Cammina”. L’acquisizione di Scec può avvenire anche per via elettronica tramite il ContoScec.
Una luce nella crisi - In un momento come quello attuale, con lo spettro della recessione dietro l’angolo, il sostegno di un progetto come quello portato avanti dall’Arcipelago Scec non può che essere accolto come una delle poche ma illuminanti fiaccole che si incontrano lunga la via oscura della crisi. Innanzitutto, il circuito si presenta così com’è, trasparente, chiaro e soprattutto gratuito. A ben vedere, lo Scec non si presenta come una moneta alternativa, con tutte le conseguenze cariche di scetticismo e diffidenza. L’idea dell’Arcipelago è quella di introdurre nel circuito commerciale dei diversi territori una piccola possibilità di sostegno all’economia legata ai consumi quotidiani. In effetti, non si tratta che di una sorta di “buono” attraverso il quale gli acquirenti possono ottenere uno sconto presso esercenti, produttori e studi professionali che hanno precedentemente sottoscritto la partecipazione all’iniziativa. Il risparmio medio al quale conduce l’utilizzo dello Scec è pari al 20%, ma il secondo e non minore risultato è che, legando la ricchezza al territorio, l’economia locale può godere di un allentamento della stretta. “L'idea è quella di un 'buono sconto che cammina'. Noi lo riceviamo dai clienti e dovremmo poterli riutilizzare con i nostri produttori - è quanto ha dichiarato Francesco Mulas della 'Nave dei Folli', un banco ortofrutticolo nel mercato romano di San Lorenzo - Da noi circa il 70%-80% arriva con queste 'simil banconote' e ottiene lo sconto. E' divertente vedere ogni tanto le facce stupite di chi ci guarda come se stessimo giocando a Monopoli”. In un certo senso è come se si aprissero spiragli d’aria fresca in un ormai fetido e stagnato circuito commerciale.
Come trovare il circuito – Non è per nulla difficile rintracciare i presidi aderenti al circuito dello Scec. Il primo passo è quello dell’iscrizione all’Arcipelago, con la conseguente ricezione dei primi cento Scec da immettere nella rete. Ogni “banconota” si contraddistingue per un ben preciso slogan, ad esempio 'La moneta è un mezzo' sul biglietto rosa con l’immagine di un granello di sale, poi ‘Al sole non serve un soldo’ sulla “banconota” arancione accanto a una pepita d’oro, e così via.
Equivalenze e circolazione degli Scec – Uno Scec vale un euro, né di più, né di meno. Uno sconto pari a dieci Scec, dunque, è uno sconto di dieci euro. La singolarità negli acquisti tramite Scec sta però nel fatto che queste “banconote” non possono essere convertite in moneta. La percentuale di sconto che il venditore, produttore o ente che eroga servizi intende applicare è pattuita al momento della sua entrata nell’Arcipelago e in maniera del tutto libera. Generalmente questo sconto è compreso tra il 5 e il 30% del prezzo reale del bene o del servizio. Chiunque sottoscriva la propria partecipazione alla rete, sia esso commerciante o acquirente, riceve un totale di 100 Scec che si impegnerà a far circolare, o meglio a far camminare come dice proprio lo slogan originario, vale a dire “Solidarietà ChE Cammina”. L’acquisizione di Scec può avvenire anche per via elettronica tramite il ContoScec.
Una luce nella crisi - In un momento come quello attuale, con lo spettro della recessione dietro l’angolo, il sostegno di un progetto come quello portato avanti dall’Arcipelago Scec non può che essere accolto come una delle poche ma illuminanti fiaccole che si incontrano lunga la via oscura della crisi. Innanzitutto, il circuito si presenta così com’è, trasparente, chiaro e soprattutto gratuito. A ben vedere, lo Scec non si presenta come una moneta alternativa, con tutte le conseguenze cariche di scetticismo e diffidenza. L’idea dell’Arcipelago è quella di introdurre nel circuito commerciale dei diversi territori una piccola possibilità di sostegno all’economia legata ai consumi quotidiani. In effetti, non si tratta che di una sorta di “buono” attraverso il quale gli acquirenti possono ottenere uno sconto presso esercenti, produttori e studi professionali che hanno precedentemente sottoscritto la partecipazione all’iniziativa. Il risparmio medio al quale conduce l’utilizzo dello Scec è pari al 20%, ma il secondo e non minore risultato è che, legando la ricchezza al territorio, l’economia locale può godere di un allentamento della stretta. “L'idea è quella di un 'buono sconto che cammina'. Noi lo riceviamo dai clienti e dovremmo poterli riutilizzare con i nostri produttori - è quanto ha dichiarato Francesco Mulas della 'Nave dei Folli', un banco ortofrutticolo nel mercato romano di San Lorenzo - Da noi circa il 70%-80% arriva con queste 'simil banconote' e ottiene lo sconto. E' divertente vedere ogni tanto le facce stupite di chi ci guarda come se stessimo giocando a Monopoli”. In un certo senso è come se si aprissero spiragli d’aria fresca in un ormai fetido e stagnato circuito commerciale.
Come trovare il circuito – Non è per nulla difficile rintracciare i presidi aderenti al circuito dello Scec. Il primo passo è quello dell’iscrizione all’Arcipelago, con la conseguente ricezione dei primi cento Scec da immettere nella rete. Ogni “banconota” si contraddistingue per un ben preciso slogan, ad esempio 'La moneta è un mezzo' sul biglietto rosa con l’immagine di un granello di sale, poi ‘Al sole non serve un soldo’ sulla “banconota” arancione accanto a una pepita d’oro, e così via.




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